Eternit bis, Stephan Schmidheiny rinviato a giudizio

Il sindaco di Casale Monferrato commenta il rinvio. 

Eternit bis, Stephan Schmidheiny rinviato a giudizio
Monferrato, 25 Gennaio 2020 ore 09:33

Eternit bis, Stephan Schmidheiny rinviato a giudizio ieri, venerdì 24 gennaio 2020 al Tribunale di Vercelli. Il sindaco di Casale Monferrato commenta il rinvio.

Eternit bis, Stephan Schmidheiny rinviato a giudizio

Riparte il processo per dare giustizia alle vittime dell’amianto a Casale Monferrato. Dopo la controversa sentenza della Cassazione che, nel novembre 2014, aveva decretato la fine del primo processo avviato dalla procura di Torino, con una interpretazione sui tempi della prescrizione, ieri il GUP di Vercelli Fabrizio Felice ha disposto il rinvio a giudizio per Stephan Schmidheiny, magnate svizzero e ultimo proprietario dell’Eternit, che ora dovrà rispondere dell’accusa di omicidio volontario in relazione alla morte di 392 persone. Il processo sarà trasferito in Corte d’Assise a Novara e si aprirà il prossimo 27 novembre.

Il commento del sindaco

Queste le parole del sindaco Federico Riboldi a commento:

«Schmidheiny rinviato a giudizio per omicidio volontario plurimo aggravato. Non cerchiamo vendetta ma chiediamo giustizia per la nostra gente. La decisione di oggi apre uno spiraglio alla richiesta di giustizia della nostra comunità, che ha saputo negli anni rendere libero il territorio dell’amianto ed essere faro a livello internazionale per la lotta alla produzione della fibra killer. Oggi Casale Monferrato è un territorio pulito che con il suo impegno e il suo sacrificio guida la riscossa di aree nel mondo dove ancora la produzione è in corso. Questo il significato della nostra lotta, questo è il tributo ai nostri morti».

L’intervento della Cisl

Stephan Schmideheiny è stato rinviato per omicidio volontario plurimo di 392 casalesi, di cui 62 ex lavoratori dell’azienda.

“Riparte il percorso – dicono Gianni Baratta e Tonio Anselmo della Cisl, presenti oggi in aula, a Vercelli – per dare giustizia ai lavoratori e alla Città di Casale Monferrato, colpita da questo atto criminale della proprietà. Il giudice ha accolto lo schema accusatorio del pubblico ministero, sostenuto dalle numerose associazioni e sigle sindacali quali la Cisl di Alessandria e la Cisl regionale che si sono costituite parti civili. Sollecitiamo il comune di Casale Monferrato e la Regione a riattivare le riunione del Comitato strategico sull’amianto per continuare l’opera di bonifica e di prevenzione degli effetti micidiali della fibra”.

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