Niente esequie pubbliche, domani a Chivasso, per Domenico Belfiore, boss della ‘ndrangheta calabrese morto venerdì scorso a 73 anni, dopo 30 di carcere e nessun pentimento. Cancellato anche il rosario di questa sera.
Annullate le esequie di Domenico Belfiore
Lo ha deciso il questore di Torino, Massimo Gambino, che ha vietato il funerale in chiesa e il corteo funebre: la sepoltura al cimitero di Chivasso dovrà infatti avvenire in forma privata. Nel 1983 Domenico Belfiore fu il mandante dell’assassinio del procuratore di Torino, Beppe Caccia. L’opinione pubblica si era divisa alla notizia della celebrazione del rito funebre, nella parrocchia Madonna del Loreto di Chivasso.
Il fondatore di Libera, don Luigi Ciotti, in un’intervista sul quotidiano La Stampa, aveva dichiarato la sua contrarietà, perché secondo don Ciotti è innegabile la preghiera, ma non la santa messa per un mafioso non pentito. “Un errore simbolico”, perché i giovani, nel veder la bara di un boss solcare un altare di Dio, avrebbero recepito un messaggio non corretto e che “l’omertà alla fine paga”. Anche la figlia del magistrato Caccia si era dichiarata “perplessa” di fronte alla scelta di officiare le esequie in chiesa “per una persona che in vita ha seminato violenza e terrore”. Sul caso, come detto, è infine intervenuto il questore di Torino.