Intervento dei Vigili del Fuoco questa mattina, lunedì 2 marzo, presso il carcere Cantiello e Gaeta ad Alessandria per un incendio.
L’incendio all’interno del carcere alessandrino
Dalle prime informazioni, un detenuto avrebbe dato fuoco ad un materasso all’interno di una cella nella sezione B della casa circondariale in piazza Don Soria. Immediato l’intervento della Polizia penitenziaria che, grazie al supporto dei Vigili del Fuoco, sono riusciti a domare in tempo le fiamme e ad evitare il propagarsi dell’incendio.
La denuncia dell’Uil FP
La Uil FP conferma quanto avvenuto questa mattina nel carcere Don Soria di Alessandria. Un detenuto straniero ha dato fuoco ai suppellettili della propria camera di pernottamento causando un visto incendio che ha costretto il personale di polizia penitenziaria intervenuto ad evacuare l’intera sezione. A seguito dell’intervento, per 15 agenti e un detenuto è stato necessario l’invio presso l’ospedale locale per intossicazione.
“Quanto accaduto presso l’istituto penitenziario alessandrino – commenta il segretario generale regionale Antonio Napoli – è la conferma delle gravi condizioni in cui il personale di polizia penitenziaria è costretto ad operare. La grave condizione di sovraffollamento e la carenza organica impongono urgenti interventi legislativi. Al personale coinvolto i migliori auguri per una pronta guarigione”.
Abonante: “Lo Stato ignora le necessità e le ragioni della Città”
Anche il sindaco di Alessandria, Giorgio Abonante, commenta quanto avvenuto oggi nel carcere della città, “l’ennesimo episodio di disagio, con conseguenze gravi sul personale, a cui esprimo vicinanza e auguro una pronta guarigione, che lavora in condizioni molto difficili”.
“Il tema è delicato: a fronte della trasformazione del carcere di San Michele in istituto per detenuti al 41-bis, il Don Soria appare dall’esterno come un luogo non sicuro, né per i detenuti né per chi vi lavora quotidianamente a vario titolo. – aggiunge Abonante – L’ultimo contatto con il Ministro Delmastro risale ai primi di dicembre; da allora, nessuna notizia. Se lo Stato ha deciso di fare della nostra Città il luogo in cui concentrare quasi 200 detenuti al 41-bis, non ho il potere di oppormi, anche se non sono d’accordo. Al Ministro abbiamo però chiesto interventi concreti per la città: dalla struttura del Don Soria al Tribunale. Gli ultimi casi di cronaca riguardanti il carcere e le inchieste giornalistiche di livello nazionale che hanno interessato il Tribunale testimoniano che qualcosa non funziona. Lo Stato non ci ha abbandonato: lo Stato sembra ignorare le ragioni e le necessità di una Città e di un territorio più vasto — e lo fa nel silenzio delle destre alessandrine e piemontesi. Ciò è ancora più grave”.