cronaca

Lettere di Mussolini sull’incontro a Salisburgo con Hitler restituite all’archivio di Stato di Torino

L'esito dell'operazione dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino

Lettere di Mussolini sull’incontro a Salisburgo con Hitler restituite all’archivio di Stato di Torino

I Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Torino hanno restituito all’Archivio Centrale dello Stato cinque fogli manoscritti di Benito Mussolini, appunti relativi all’incontro avvenuto con Adolf Hitler il 22 aprile 1944 a Salisburgo nel castello di Klessheim.

Restituite all’archivio di Stato di Torino

Presenti all’evento il Direttore Generale Archivi del Mic, presso la cui sede i documenti verranno custoditi per garantirne lo studio e la valorizzazione, e la Soprintendente Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e la Valle d’Aosta.

Le indagini del Nucleo TPC di Torino, coordinate dalla Procura della Repubblica di Torino, sono scaturite dai costanti controlli del mercato antiquario e dalla continua sinergia con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica per il Piemonte e la Valle d’Aosta che aveva segnalato la presenza delle lettere olografe, poste in vendita all’incanto presso una nota casa d’aste torinese e per i quali documenti storici era stato contestualmente chiesto il rilascio di un Attestato di Libera Circolazione – autorizzazione necessaria per la vendita e l’esportazione all’estero – al competente Ufficio Esportazione della Soprintendenza di Torino.

Dai primi accertamenti effettuati è emerso che i fogli manoscritti, messi in vendita da un privato cittadino attraverso la casa d’aste, contenevano appunti la cui grafia appariva riferibile a Benito Mussolini, così come il contrassegno in calce all’ultimo foglio del monogramma “M”, utilizzato dallo stesso autore.

Durante la medesima cerimonia, i Carabinieri TPC hanno proceduto anche alla restituzione di documenti appartenuti a Gabriele D’Annunzio: questa ulteriore attività investigativa condotta dal Nucleo TPC di Firenze, con il coordinamento della Procura fiorentina, è nata dalla preziosa segnalazione di un privato cittadino che, notati i beni in vendita presso una casa d’aste e appurata la loro importanza culturale, aveva immediatamente contattato il Nucleo specializzato dell’Arma per procedere al sequestro della documentazione storica.

Gli accertamenti sui beni archivistici, eseguiti in collaborazione con l’Archivio Centrale dello Stato di Roma, hanno evidenziato da subito la notevole rilevanza storica, trattandosi principalmente di minute autografe di discorsi ufficiali, rivendicandone quindi la titolarità statale.

Tra questi ultimi beni sequestrati spiccano una minuta di telegramma scritta di pugno da Benito Mussolini e inviata a Gabriele D’Annunzio, oltre a una stesura del discorso rivolto al Re e alle autorità pronunciato in occasione dell’inaugurazione della statua del Bersagliere del 1932 e una minuta del dattiloscritto “Viatico a S.A.R. Amedeo di Savoia, Duca d’Aosta, Governatore Generale dell’Africa Orientale Italiana e viceré d’Etiopia”.