Lombardia… sei una frana. Dopo il Pavese, l’ultima è caduta in Valtellina

Oltre 5 mila metri cubi di terra e roccia si sono staccati dalla montagna.

23 Dicembre 2019 ore 10:17

E’ successo ancora. E come nell’ultimo clamoroso episodio sull’autostrada Torino-Savona, quando uno smottamento ha fatto cedere un intero cavalcavia, anche in questo caso per ore s’è pure temuto che sotto fosse rimasto qualcuno (per fortuna no). Dopo quella di Varzi, nel Pavese, l’ultima frana s’è verificata nel weekend in Valtellina: una caduta di terra, massi e fango impressionante.

Frana a Forcola, all’inizio della Valtellina

La frana in Valtellina

Come scrive GiornalediSondrio.it, lo smottamento si è verificato intorno alle 22.30 di venerdì sera, 21 dicembre 2019, nel tratto compreso tra Selvetta di Colorina e Forcola. Oltre 5 mila metri cubi di terra e roccia si sono staccati dalla montagna. Immediato l’intervento dei dei Vigili del Fuoco provenienti dai distaccamenti di Sondrio e Morbegno supportati dai colleghi di Bergamo e Brescia. Le squadre sono operative con georadar al fine di scandagliare i detriti e accertarsi che nessuno sia rimasto travolto dalla frana. Incrociando le immagini delle telecamere e chiamando i proprietari nessuno manca all’appello. Rimane da rintracciare però un furgone che nelle immagini della video sorveglianza appare con la targa parzialmente visibile, è stato quindi impossibile risalire a chi appartenga. Resta dunque il dubbio che sotto la frana possa trovarsi il furgone.  La strada rimane chiusa fino a nuovo ordine, in attesa che venga liberata e il versante messo in sicurezza. Secondo una prima stima ci vorrà oltre una settimana prima che la situazione possa tornare alla normalità.
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Frana a Varzi: l’allerta resta massima

La frana a Varzi

La frana che ha investito la provinciale 166 tra Varzi e la frazione Cella nella giornata di giovedì 19 dicembre 2019, ha completamente ostruito la strada. La carreggiata va liberata. Ma per il momento le operazioni di sgombero sono bloccate in quanto la frana si muove. E nuovi detriti potrebbero cadere. In particolare sulla cima sono presenti due grossi massi che rischiano di venire giù mettendo a repentaglio l’incolumità di quanti si troverebbero in zona.
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