Il processo in Corte d'Assise

Nessun rito abbreviato per la strage di Quargnento: non ci saranno sconti di pena

La Corte Costituzionale si è espressa sull'inapplicabilità del giudizio abbreviato ai reati punibili con la pena dell’ergastolo. Il processo ai coniugi Vincenti proseguirà con rito ordinario.

Nessun rito abbreviato per la strage di Quargnento: non ci saranno sconti di pena
Alessandria città, 19 Novembre 2020 ore 09:24

La Corte Costituzionale si è espressa sull’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai reati punibili con la pena dell’ergastolo. La decisione è più che mai fondamentale, in quanto, sancisce che il processo, nel quale sono imputati di omicidio volontario Gianni Vincenzi e Antonella Patrucco, autori dell’esplosione della cascina che ha portato alla morte di tre vigili del fuoco Alessandrini, proseguirà con rito ordinario in Corte di Assise senza alcuno sconto di pena.

Nessun rito abbreviato per la strage di Quargnento

La Corte Costituzionale non ritiene fondate le questioni sollevate da alcuni tribunali sull’inapplicabilità del giudizio abbreviato ai reati punibili con la pena dell’ergastolo. Il processo nel quale sono imputati i coniugi Vincenzi, autori dell’esplosione e al crollo di una cascina che portò alla morte di tre vigili del fuoco Alessandrini, Marco Triches, Antonio Candido e Matteo Gastaldo, proseguirà in Corte di Assise con rito ordinario. Una decisione che di sicuro soddisfa le famiglie delle vittime, perché con questo procedimento non sono previsti sconti di pena.

Il primo dei due processi

Truffa all’assicurazione, crollo di due edifici, calunnia nei confronti del vicino e lesioni nei confronti dei due vigili del fuoco e del carabiniere rimasti feriti nell’esplosione. Queste le accuse a cui hanno dovuto rispondere Gianni Vincenti e la moglie Antonella Patrucco nel primo dei due processi per la strage di Quargnento. Per tutti questi capi d’accusa, sono stati condannati a 4 anni di carcere con rito abbreviato Giovanni Vincenti e la moglie Antonella Patrucco. La procura aveva chiesto 18 anni, 12 con l’abbreviato. Il processo per la morte dei tre pompieri, invece, si terrà davanti alla Corte d’Assise di Alessandria: si sarebbe dovuto svolgere l’11 settembre, ma l’udienza è slittata al 14 dicembre.

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Cosa accadde quella tragica notte

La tremenda strage avvenne nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2019, dopo che venne dato l’allarme per potenziale incendio all’interno di una cascina abbandonata da anni a Quargnento, alle porte di Alessandria. Dalla città partì una squadra di vigili del fuoco, in quello che sembrava essere un intervento di routine. Nessuno sapeva che il proprietario della struttura, Gianni Vincenti, secondo quanto sospetta la procura, aveva portato 5 bombole di gas e le aveva collegate a un timer rudimentale per far saltare in aria tutto e in modo tale da intascarsi il premio dell’assicurazione. Da lì lo scoppio che causò la tragica morte dei tre Vigili del fuoco alessandrini.

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Due esplosioni e crolla una casa, morti tre Vigili del fuoco

 

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