Omicidio di Barge. Bianco ha confessato di aver ucciso Anna Piccato

In pochi minuti l'aggressione e poi al bar per una birra.

Omicidio di Barge. Bianco ha confessato di aver ucciso Anna Piccato
08 Febbraio 2019 ore 13:33

A distanza di due settimane dal ritrovamento del corpo senza vita della signora Anna Piccato, brutalmente assassinata nei Giardini di Annonay del comune Barge (Cn) la mattina del 23 gennaio 2019, ha confessato le sue responsabilità Daniele Ermanno Bianco.

Numerose le tracce di sangue della vittima su vestiti e arnesi di Bianco

Quanto a questo ultimo punto è ormai possibile sostenere che il Bianco, ben prima di decidere di confessare ammettendo le sue responsabilità, avesse materialmente apposto la propria “firma”
sull’omicidio; incontrovertibili sono stati infatti i match biologici che hanno documentato la presenza di tracce ematiche della povera Anna Piccato su capi di abbigliamento e manufatti di
proprietà dell’arrestato.

Alla luce di quanto sopra e sommato alle numerose incongruenze nonché continue ritrattazioni fornite dal Bianco in merito allo svolgersi dei suoi impegni nella mattinata dell’omicidio, lo hanno inchiodato alle proprie responsabilità.

Non ancora rivenuta l’ama dell’omicidio

L’arma usata per commettere l’efferato omicidio, al momento non rinvenuta, sarebbe stata una pesante chiave inglese della quale l’uomo si sarebbe disfatto subito dopo unitamente ad un
giubbotto che indossava quella mattina, gettandoli entrambi in un cassonetto, poco prima dell’arrivo del camion della nettezza urbana.

Nel corso dell’ultimo interrogatorio reso, l’uomo ha sostenuto di attraversare un momento di grave difficoltà economica, circostanza che lo ha spinto a decidere di rapinare la signora Anna Piccato nella speranza di potere così recuperare qualche soldo.
In definitiva, nella mattinata del 23 gennaio 2019 Bianco ha atteso la donna dopo che quest’ultima aveva finito di consumare il caffè in un bar del paese.

10 i colpi sul corpo della vittima

Dopo averla seguita, l’ha fermata in via Giolitti colpendola una prima volta con una chiave inglese, stordendola.

Approfittando dello stato di impotenza della sig.ra Piccato, l’ha trascinata lungo il giardino, finendola con altri colpi alla nuca (il medico legale, durante l’autopsia, ne ha contati 10).

Bianco: in pochi minuti l’aggressione e poi al bar per una birra

Dopo averle sfilato il giubbotto ed essersi verosimilmente appropriato di tre euro (l’unica somma di denaro che la vittima aveva con sé) bianco si è allontanato in direzione del centro paese, dove ha prelevato lo zaino che aveva precedentemente nascosto nel sottoscala di un’abitazione e vi ha riposto la chiave inglese lungo il tragitto per recarsi in un bar (all’interno del quale ha consumato una birra), Bianco si è accorto di essersi macchiato di sangue il giubbotto arancione che indossava.

In quel momento ha estratto la chiave inglese dallo zaino, l’ha avvolta all’interno del giaccone e, approfittando del fatto che in quel momento stava iniziando la raccolta dei rifiuti, ha gettato il tutto all’interno di un cassonetto.
In seguito si è recato in altri esercizi commerciali di Barge ed è rientrato nella sua abitazione dove si è cambiato gli abiti ed è ripartito per Pinerolo, dove è rimasto tutta la giornata prima di venire rintracciato.

Sono in corso ulteriori accertamenti finalizzati a chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

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