C’è un’ipotesi di favoreggiamento per aver tentato il depistaggio delle indagini sull’omicidio di Zoe Trinchero, la diciasettenne trovata morta nella notte tra il 6 e il 7 febbraio scorsi in un canale nel centro di Nizza Monferrato, in provincia di Asti.
L’ ipotesi di favoreggiamento
La conferma è stata data all’Ansa dall’avvocato Patrizia Gambino, che assiste Alex Manna, il giovane che ha confessato ai carabinieri di aver preso a pugni la giovane lasciandola poi cadere nel canale e che si trova ora in carcere al Don Soria di Alessandria. Secondo la legale le dichiarazioni rese dai due amici sono state giudicate dal gip Aldo Tirone “inverosimili”. I due amici di Alex quella sera sono intervenuti nelle ricerche e sia loro che Alex avrebbero detto ai carabinieri “che era stato un residente della zona, un cittadino di origine marocchina, a indicare a presenza di un corpo nel canale”.
L’uomo, sentito dai militari, aveva negato la circostanza, anche perché, da casa sua non è possibile vedere il punto in cui è stato ritrovato il corpo di Zoe. Gli approfondimenti investigativi starebbero quindi cercando di capire se le dichiarazioni rese dai due amici fossero o meno un tentativo di depistare le indagini.
In tutto questo nuovo quadro va, però, detto, ha precisato l’avvocato Gambino – che Alex, a oggi, non ha mai accusato né coinvolto alcuno. “Occorre aspettare”, precisa l’avvocato “la chiusura delle indagini, per capire davvero che cosa possa essere successo, anche attraverso quanto ripreso dalle telecamere”.
Domani mattina alle 10 nella chiesa di Sant’Ippolito a Nizza, nel giorno di San Valentino, si svolgeranno i funerali di Zoe: “Chi non può essere presente partecipi con un minuto di silenzio”, ha chiesto il sindaco Simone Nosenzo parlando di dolore collettivo.