Operazione Kos, stroncata centrale dello spaccio

Indagini avviate lo scorso anno. Oltre 200 le cessioni di stupefacenti documentate.

Operazione Kos, stroncata centrale dello spaccio
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Operazione antidroga a Casale Monferrato. Sgominata una banda di albanesi che aveva al suo attivo 200 episodi di spaccio.

Interventi con copertura aerea

Nelle prime ore del mattino, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Casale Monferrato, coadiuvati dai colleghi del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo e delle altre Compagnie CC del Comando Provinciale di Alessandria, con la copertura aerea assicurata da velivolo del 1° Nucleo Elicotteri di Volpiano (TO), hanno portato a termine l' “Operazione Kos”, coordinata dal Sosituto Procuratore della Procura della Repubblica di Vercelli, Davide Pretti, hanno dato esecuzione a 3 ordinanze di misura cautelare e a 14 decreti di perquisizione  nei confronti residenti o domiciliati dadAlessandria, Fubine e Felizzano.

In carcere

Le misure cautelari sono state emesse dal G.I.P. del Tribunale di Vercelli nei confronti di:
˗ TOPLICA Orhan, 22enne di origine serbo/kosovara, residente in Fubine;
˗ TOPLICA Ersan, 26enne di origine serbo/kosovara, residente in Felizzano;
˗ CASIM Mariano, 31enne, residente in Felizzano.

Perquisiti

Undici gli altri indagati nell’ambito dello stesso procedimento, chiamati a rispondere, in concorso e a vario titolo, del reato di spaccio di sostanze stupefacenti continuato, sottoposti, come i primi tre, a perquisizione:
˗ T.R., 51enne di origine serbo/kosovara, residente in Fubine;
˗ T.E., 27enne di origine serbo/kosovara, residente in Alessandria;
˗ T.E., 20enne di origine kosovara, residente in Fubine;
˗ S.S., 25enne albanese, residente in Alessandria;
˗ M.F., 28enne albanese, residente in Alessandria;
˗ K.A., 21enne albanese, residente in Alessandria;
˗ M.A., 18enne marocchino, residente in Alessandria;
˗ J.H., 25enne di origine marocchina residente in Alessandria;
˗ M.D., 32enne residente in Alessandria;
˗ Z.A., 23enne albanese residente in Alessandria;
˗ A.G., 21enne residente a Felizzano.

Indagini iniziate nel 2018

Le indagini – avviate a seguito dell’arresto di Xeka Shkelqim, 58enne albanese residente in Alessandria, bloccato e tratto in arresto a Fubine il 29 agosto 2018 in flagranza del reato di detenzione ai fini spaccio di sostanze stupefacenti in quanto trovato in possesso di circa 80 grammi di cocaina, già suddivisa in dosi e pronta per lo spaccio – hanno consentito di individuare sin dalle sue prime fasi un gruppo di origine kosovara gravitante da diversi anni nella zona di Fubine, rivelatosi “referente” di un’articolata rete di spacciatori dedita all’attività di spaccio sia nel piccolo centro di residenza che nei comuni limitrofi, compresa l’area di Valenza, o comunque siti a nord della Provincia di Alessandria.

Rete di spacciatori ramificata

La rete di spacciatori estendeva i suoi tentacoli nel comune di Felizzano, con diramazioni ad Alessandria, dove maggiore risultava la penetrazione, nel tessuto locale, dei numerosi pusher man mano individuati.
Circa 200 gli episodi di spaccio complessivamente contestati agli odierni indagati, per lo più di stupefacente del tipo “cocaina”, con un conseguente cospicuo giro d’affari, anche in considerazione del fatto che, in base agli elementi raccolti dagli investigatori, l’attività di spaccio era portata avanti da almeno due anni, con tecnica da imprenditori della criminalità.

Primo arresto a gennaio 2019

Già il 4 gennaio 2019, Toplica Orhan, destinatario di una delle misura cautelari personale, era stato arrestato a Fubine in flagranza del reato per detenzione ai fini spaccio di cocaina poiché trovato in possesso di complessivi 30 grammi di cocaina, oltre a sostanze da taglio, bilancini di precisione e materiale vario per il confezionamento delle dosi. All’arresto seguivano la sentenza di condanna del 16 aprile 2019, emessa dal Gup del Tribunale di Vercelli e, successivamente,l a sua sottoposizione agli arresti domiciliari.

Cessioni di droga documentate

Circa 200 le cessioni di cocaina che i militari della Compagnia  di Casale Monferrato sono riusciti a documentare, identificando una variegata clientela di acquirenti e consumatori di diverso ceto sociale tra i quali imprenditori, operai, artigiani, impiegati e persino alcune operatrici socio-sanitarie di una struttura assistenziale per anziani.

 

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