A Ponzone da dieci giorni isolati un agriturismo e quattro famiglie VIDEO

Gli ospiti della struttura evacuati con grande difficoltà. Anche la mancata manutenzione stradale tra le cause del disastro.

Acqui e Ovada, 02 Dicembre 2019 ore 12:49

Ponzone e il suo territorio sono zona collinare di interesse ambientalistico, ricca di flora e fauna, come recitano le  le guide turistiche. Quando viverci non diventa un incubo come in questi giorni, causa frane.

Dieci giorni di isolamento

A isolare Ponzone dal resto del mondo ci ha pensato una frana sulla SP 210 quella che collega il paese a Cavatore e all’Acquese cioè per chi vive in quell’area, al mondo. Sabato 23 novembre una delle tante frane ha bloccato la Provinciale e per quattro famiglie che vivono in zona i collegamenti sono diventati un miraggio.

Evacuati gli ospiti dell’agriturismo

“Abbiamo evacuato tra mille difficoltà i nostri ospiti danesi – dice Stefania Grandinetti, titolare dell’agriturismo Le Piagge – rischiando di persona e dovendoci inventare un percorso. Oltre all’agriturismo noi abbiamo anche un’azienda agricola e la situazione attuale è decisamente grave. Siamo rimasti un giorno senza corrente e quattro giorni senz’acqua”,

“Non si è visto nessuno”

“La cosa più grave però – prosegue l’imprenditrice – è che non si è visto e non si vede nessuno che possa intervenire a rimuovere terra e fango per poter permetterci di ritornare alla normalità. Oltre a noi ci sono quattro famiglie e in una di queste anche una signora di 90 anni. La scorsa settimana ho dovuto chiamare il medico per una mia parente ma non è arrivato. Stiamo facendo i cosiddetti percorsi alternativi, che sono decisamente più pericolosi e rischiosi visto che si tratta di stradine di montagna fragili in situazioni di normalità, figuriamoci in questi giorni”.

 

Attività didattica

Nell’agriturismo attualmente bloccato, attivo da 18 anni a gestione familiare, si fa anche attività didattica visto che si tratta di una struttura certificata WWF. Ci sono animali, 24 posti per pernottare e la campagna intorno con le coltivazioni ora in sofferenza.  Diciotto anni di operosità per far conoscere ed ammirare le bellezze del luogo. “Quello che crea preoccupazione – dice Grandinetti – è l’indifferenza visto che ci siamo sentiti rispondere che non ci sono tempistiche per eventuali interventi. Oltre al danno, la beffa”.

Basterebbe fare manutenzione

A far crescere la rabbia è la mancata manutenzione, come sostiene Grandinetti: “Abbiamo un breve tratto di strada di nostra proprietà, che curiamo con regolare manutenzione e, guarda caso, proprio in quell’area non è successo nulla. Questo dimostra come solo la cura del territorio può risovere molti problemi”.

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