ex solvay

Rinnovata per dieci anni l’AIA alla Syensqo di Spinetta Marengo

Previsto l'abbassamento dell’emissione di Pfas nell’acqua e nell’aria, la messa in sicurezza dei camini dello stabilimento e lo stop alla produzione del Pfas c604 entro il 2027

Rinnovata per dieci anni l’AIA alla Syensqo di Spinetta Marengo

È stata rinnovata per i prossimi 10 anni l’Aia  -l’autorizzazione integrata ambientale – per la Syensqo, stabilimento di Spinetta Marengo, ex Solvay.

Rinnovata l’AIA alla Syensqo

La decisione è stata presa oggi dopo 4 ore di riunione alla Conferenza dei Servizi durante la quale, secondo alcune indiscrezioni, si provvederà all’abbassamento dell’emissione di Pfas nell’acqua e nell’aria, i camini dello stabilimento verranno messi in sicurezza e la produzione del Pfas C6O4 verrà abbandonata entro il 2027.

Queste sono le prime indiscrezioni che trapelano dalla Conferenza dei Servizi che non era aperta al pubblico ed alla quale  i comitati dei cittadini, che da anni combattono per la riduzione degli inquinanti di Spinetta, possono partecipare solo in quanto uditori.

Nelle prossime ore verranno emessi dei comunicati della Provincia e dell’azienda che spiegheranno con più particolari i  termini dell’accordo,  grazie alle quali si è deciso di rinnovare l’autorizzazione ambientale integrata per Syensqo.

Le nuove prescrizioni

Attraverso  un comunicato stampa congiunto Provincia, Comune di Alessandria, Arpa Piemonte e Asl Al confermano un “quadro autorizzativo significativamente più restrittivo rispetto al precedente, introducendo prescrizioni innovative nel panorama nazionale per gli aspetti relativi ai valori limite di emissione in atmosfera dei PFAS”.

A decorrere dal 1° gennaio 2027, nello stabilimento di Spinetta Marengo non sarà più autorizzata la produzione di cC6O4 e il relativo utilizzo sarà limitato esclusivamente alle quantità ancora presenti presso il sito, destinate alla realizzazione di due soli prodotti per i quali non esiste ad oggi una soluzione tecnologica alternativa e che complessivamente rappresentano circa l’1% dei volumi totali di prodotto finito dello stabilimento. A regime, anche tali produzioni dovranno essere realizzate esclusivamente mediante tecnologia NFS (Non-Fluoro-Surfactant).

Rafforzata anche la tutela dell’aria, delle acque e della salute pubblica, “definendo un percorso di riduzione degli impatti ambientali fondato sui principi di prevenzione, precauzione e miglioramento continuo che caratterizzano la disciplina dell’Autorizzazione Integrata Ambientale”.

Il nuovo provvedimento introduce limiti molto più severi anche per le emissioni di Pfas in atmosfera. Per la prima volta vengono fissati valori specifici per la somma dei Pfas e per PFOA e PFOS, con un percorso di riduzione progressiva che porterà, entro il 2030, la quasi totalità dei camini dello stabilimento a un limite di 0,1 microgrammi per metro cubo. Per PFOA e PFOS sono previsti fin da subito limiti estremamente restrittivi, ulteriormente ridotti dal 2029.

Vengono inoltre rafforzate le migliori tecniche disponibili (BAT), imponendo limiti più bassi per i composti fluorurati e interventi per ridurre ulteriormente le emissioni.

Sul fronte delle acque, il gestore dovrà presentare un piano pluriennale per la riqualificazione delle reti idriche interrate e saranno introdotti valori obiettivo più rigorosi per i PFAS nel fiume Bormida.

Il provvedimento prevede infine nuove misure a tutela della salute pubblica, tra cui la Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) e un monitoraggio ambientale esterno affidato ad Arpa Piemonte, con controlli sulla qualità dell’aria per PFAS e altri composti fluorurati e clorurati. L’obiettivo è rafforzare la tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e del territorio.