Si finge suora per sfuggire all’arresto

E' stata arrestata in un convento a Gallarate

Si finge suora per sfuggire all’arresto
Acqui e Ovada, 16 Febbraio 2020 ore 16:32

Una donna di 47 anni di Acqui Terme, si è finta suora per sfuggire alle manette. La donna era condannata a 2 anni e 4 mesi per truffa e altri reati.

Si finge suora

Una dona residente ad Acqui Terme era stata condannata a 2 anni e 4 mesi per truffa e altri reati, ma per evitare l’arresto si è spacciata per suora, Ma non solo, sosteneva di avere problemi di salute facendosi ospitare in varie strutture religiose tra Piemonte e Lombardia.

L’arresto

Il decreto di carcerazione è stato emesso dalla Procura di Palermo e la donna è stata arrestata a Gallarate, in provincia di Varese mentre, era ospite in un convento.

I fatti che hanno portato all’arresto

Una strana telefonata era giunta alle suore del Convento di Gallarate da parte di una donna che si era presentata la Madre Superiora del Mondastero di Vicoforte, in provincia di Cuneo. La Madre Superiora aveva avanzato la richiesta alle suore di poter ospitare una donna, nipote di una consorella, che si trovava in precarie condizioni di salute.

Le suore insospettite dalla richiesta della Madre Superiora contattano la donna malata, ma durante la telefonata emerge che la voce di quest’ultima e quella della donna Madre Superiora erano identiche. Quindi le suore hanno iniziato ad insospettirsi poi, durante il soggiorno in convento la “donna malata” commesso molte imprecisioni nel raccontare fatti della sua vita. Così, una delle suore, insospettita  ha chiamato i Carabinieri.

Nei giorni successivi all’arrivo in convento, la donna ha poi commesso molte imprecisioni nel raccontare fatti della sua vita; una delle suore, insospettita da tutte queste strane circostanze, decide di chiamare i carabinieri per verificare l’identità della donna.

Le indagini

E’ così emerso che la 47enne si spacciava per “Madre Superiora” della struttura nella quale era appena stata e chiedeva ospitalità per una donna sua conoscente che poi impersonava per sfuggire all’arresto.

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