Si inventa una rapina dopo aver perso il telefono e fatto a pugni: denunciata

La giovane 25enne dovrà rispondere di simulazione di reato e calunnia.

Si inventa una rapina dopo aver perso il telefono e fatto a pugni: denunciata
Monferrato, 30 Gennaio 2020 ore 14:47

Si investa una rapina dopo aver perso il telefono e fatto a pugni: denunciata 25enne.

Denunciata 25enne

I Carabinieri di Casale Monferrato hanno denunciato per simulazione di reato e calunnia una rumena 25enne residente a Frassinello, la quale, lo scorso 12 gennaio, aveva denunciato di avere subito una violenta rapina da parte di un ignoto nordafricano.

Il racconto

Nella circostanza, la ragazza aveva dichiarato di essere stata avvicinata nel corso della notte in piazza Castello a Casale mentre stava per salire a bordo della propria autovettura, lì parcheggiata. Secondo il suo resoconto, l’uomo dapprima le aveva intimato di consegnargli il telefono cellulare poi, davanti al suo rifiuto, l’aveva colpita con un pugno al volto, derubandola quindi del dispositivo e del denaro custodito nella borsa. Tuttavia, la giovane, invece di chiedere l’intervento delle forze dell’ordine o del 118, ha dichiarato di essersi recata a casa, decidendo di rivolgersi ai Carabinieri sola la mattina seguente su consiglio della madre.

Il riscontro

Proprio nello stesso periodo, i Carabinieri stavano stringendo il cerchio attorno al responsabile di due rapine avvenute con analogo modus operandi nel casalese, a cui era stato dato ampio risalto mediatico. A seguito dell’arresto dell’uomo, un marocchino 34enne, la ragazza è stata invitata a riconoscere, in sede di ricognizione fotografica, l’autore del reato commesso ai suoi danni, che la stessa indicava inequivocabilmente proprio nell’autore delle altre tre rapine.

I dubbi

Ma quell’addebito fin troppo facile ha suscitato nei Carabinieri qualche perplessità. Così, la ragazza è stata nuovamente ascoltata, anche alla luce delle risultanze delle analisi condotte sugli impianti di videosorveglianza e sul traffico telefonico del telefono “rubato”. I Carabinieri hanno così rilevato delle incongruenze che hanno fatto nascere concreti sospetti sulla veridicità delle sue dichiarazioni.

La confessione

Posta davanti alle proprie responsabilità, la 25enne ha desistito dal proseguire nella messinscena e ha confessato di avere inventato tutto, simulando il reato e successivamente addebitandolo all’autore delle altre rapine realmente avvenute, di cui aveva letto e sentito dai media, al solo scopo di giustificarsi con i propri genitori per lo smarrimento del telefono cellulare e per gli ematomi sul viso, riportati a seguito di una violenta diatriba fra coetanei per futili motivi.

 

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