Operazione Uova d'Oro

Spacciatori violenti riempivano di botte i loro stessi clienti

Picchiavano i loro compratori per debiti di cocaina: arrestati un 28enne albanese, irregolare sul territorio nazionale, e un operaio italiano di 41 anni.

Spacciatori violenti riempivano di botte i loro stessi clienti
Alessandria città, 07 Novembre 2020 ore 12:53

Spacciatori violenti riempivano di botte i loro stessi clienti. Nei giorni scorsi, un 28enne albanese, irregolare sul territorio nazionale e un operaio italiano di 41 anni, sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Alessandria.

Spacciatori violenti riempivano di botte i loro stessi clienti

Sono stati arrestati i due violenti spacciatori nell’Alessandrino, un 28enne albanese, irregolare sul territorio nazionale e un operaio italiano di 41 anni, in quella che è stata nominata “Operazione Uova d’Oro“.

Spacciatori e violenti, sceglievano con cura le proprie vittime tra i tossicodipendenti che si rivolgevano a loro per acquistare lo stupefacente, per lo più cocaina. Una volta individuati tra gli acquirenti, i possibili “obiettivi” dei loro violenti “ricatti”, scelti per la potenziale disponibilità di denaro da estorcere, dapprima li rifornivano, “a credito”, di quantitativi anche rilevati di droga, successivamente, “gonfiando” a dismisura l’ammontare del costo dello stupefacente, cominciavano a minacciare pesantemente le loro vittime, passando spesso alle vie di fatto, con pestaggi di inudita violenza, che almeno in una circostanza, così come ricostruito dagli investigatori, hanno provocato alla persona aggredita lesioni gravissime e permanenti, quali la perdita parziale della vista.

Debiti che raddoppiavano qualora le vittime non ottemperavano, nei termini stabiliti, al pagamento delle somme di denaro richieste, a causa di quelle che i malfattori erano soliti chiamare “multe”, facendo così intendere alle vittime
che la somma di denaro estorta sarebbe certamente raddoppiata in caso di ritardo o mancato adempimento del pagamento di quanto “dovuto”.

La ricostruzione delle indagini

I due nei giorni scorsi sono stati sottoposti a fermo di indiziato di delitto, emesso dal Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Alessandria, dr.ssa Lisa Iovane, grazie alle molteplici risultanze investigative raccolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Alessandria, che riuscivano a comprovare, tra l’altro, oltre alla pericolosità dei soggetti anche il fondato pericolo che gli stessi potessero darsi alla fuga.

Le indagini sono state avviate lo scorso mese di agosto, a seguito della disperata denuncia della convivente di una delle vittime, un libero professionista domiciliato a Serravalle Scrivia. Quest’ultimo, nel frattempo, a seguito dell’ennesimo violentissimo pestaggio da parte dell’abanese spalleggiato dal 41enne, era stato ricoverato in ospedale ed aveva addirittura perso parzialmente l’uso della vista. Grazie a mirati servizi di pedinamento e all’analisi dei copiosi dati emersi nel corso delle attività tecniche immediatamente avviate, i Carabinieri sono riusciti a far luce su una vicenda caratterizzata da ripetuti soprusi e inaudita violenza, con cui i fermati erano riusciti ad estorcere alla loro vittima, in più circostanze, denaro per l’ammontare di oltre 40mila euro, sino a quando la convivente dell’uomo, vistolo oramai totalmente soggiogato dalla violenza bruta e incapace di reagire, ha trovato finalmente, ella, il coraggio di denunciare ai
Carabinieri quello che era accaduto.

I due spacciatori avevano dei complici

Il loro modus operandi era ben collaudato. I due si avvalevano anche della complicità di altri 4 soggetti, tra i quali una donna, gravitanti negli stessi “bassifondi” dell’uso e dello spaccio di droga alessandrino, tutti al momento deferiti in stato di libertà. Le stesse dinamiche della loro azione erano già state adottate, in almeno un’altra circostanza, ai danni di un imprenditore edile 38enne di Felizzano.

I reati contestati, in concorso e a vario titolo, a carico degli indagati, vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti, all’estorsione pluriaggravata, alle lesioni personali aggravate e anche al tentativo di furto in abitazione aggravato, commesso proprio ai danni del citato libero professionista. Tutti, commessi con la complicità, a vario titolo, di almeno altre 4 persone, di età compresa tra i 23 e i 58 anni, residenti ad Alessandria, anch’esse ritenute in qualche modo componenti della “banda”.

Le perquisizioni dei Carabinieri

Nel corso delle perquisizioni locali effettuate a carico dei due fermati e di uno dei denunciati in stato di libertà, sono stati rinvenuti e sequestrati: materiale per il dosaggio e il confezionamento dello stupefacente; assegni e altro materiale ritenuto attinente ai reati per cui si procede, tra cui anche un apparato localizzatore GPS, che i delinquenti pianificavano di utilizzare per “seguire” i movimenti delle loro vittime, al fine di sequestrarle e, mediante violenze e minacce, riuscire ad
estorcere loro sempre più denaro.

Colti in flagrante mentre spacciavano

Da sottolineare come, nel corso delle indagini, i Carabinieri alessandrini avessero fatto in modo che i due fermati, uno dei denunciati in stato di libertà ed un altro cittadino albanese, la notte tra sabato e domenica scorsi venissero tratti in arresto, in fragranza del reato di furto, dai colleghi di Asti. I quattro, ignari di avere alle calcagna i Carabinieri di
Alessandria, erano partiti alla volta di Cessole (AT), dove venivano fatti bloccare e arrestare dai colleghi del posto subito dopo aver rubato, dal negozio di “Prodotti tipici Bogliolo Maristella e Cirio Ettore” di quella via Roma, numerosi salumi e formaggi Dop, del valore di oltre 5mila euro, successivamente restituiti ai proprietari.

LEGGI ANCHE:

Distraggono un’anziana e poi le scippano la borsetta: arrestati due cittadini peruviani

Food delivery
Top news
Glocal News
Foto più viste
Video più visti
Il mondo che vorrei
Gite in treno
Curiosità