Ad un anno di distanza

Strage di Quargnento: nelle motivazioni della sentenza il giudice conferma la tesi dell’imprudenza

Rabbia e dolore per i parenti e i colleghi delle vittime secondo cui le parole del Gup sarebbero uno "sfregio inutile".

Strage di Quargnento: nelle motivazioni della sentenza il giudice conferma la tesi dell’imprudenza
Alessandria città, 13 Novembre 2020 ore 10:05

I tre Vigili del fuoco hanno agito in modo imprudente“. Sono queste le parole del giudice nella prima sentenza per reati minori che ha condannato per lesioni, crollo e truffa all’assicurazione i proprietari della cascina, i coniugi Gianni Vincenti e Antonella Patrucco, la cui esplosione, ad un anno di distanza, aveva causato la tragica morte di Matteo Gastaldo, Marco Triches e Antonino Candido, i tre pompieri scomparsi in quella che è tristemente ricordata come la strage di Quargnento.

“I tre Vigili del fuoco deceduti hanno agito in modo imprudente”

Un anno dopo la terribile strage di Quargnento, nelle motivazioni della sentenza, il giudice conferma la tesi dell’imprudenza da parte dei Vigili del fuoco. Nell’attesa che riprenda il processo per omicidio colposo, nelle scorse settimane era infatti arrivata la prima condanna per reati minori contro i coniugi Vincenti, autori dello scoppio nella cascina di Quargnento.

A far discutere, tuttavia, sono le parole del giudice circa le disposizioni emanate quella notte dal caposquadra dei pompieri. Secondo il Gup, il caposquadra Giuliano Dodero, rimasto ferito nello scoppio, nonostante fosse stato informato dai carabinieri che gli immobili erano disabitati, avrebbe dato disposizione agli altri membri di avvicinarsi e di farvi ingresso e, in tale modo, “contribuendo in maniera imprudente al verificarsi dell’ evento lesivo”.

La rabbia dei parenti e colleghi delle vittime

Grande dolore e rabbia da parte dei parenti e dei colleghi delle vittime che, alle dichiarazioni del Gup, replicano a viva voce. Elisa Gastaldo, moglie di Matteo, ritiene la sentenza del giudice uno “sfregio inutile”, in quanto – afferma – “rifiuta di capire il mestiere di mio marito e dei suoi colleghi”. A protestare vibratamente sono anche i colleghi delle vittime, che hanno fatto sentire la loro voce fuori dal tribunale di Alessandria. Il procuratore alessandrino, Enrico Cieri: “Parole incomprensibili, i pompieri fecero un lavoro encomiabile”.

Cosa accadde quella tragica notte

La tremenda strage avvenne nella notte tra il 4 e il 5 novembre 2019, dopo che venne dato l’allarme per potenziale incendio all’interno di una cascina abbandonata da anni a Quargnento, alle porte di Alessandria. Dalla città partì una squadra di vigili del fuoco, in quello che sembrava essere un intervento di routine. Nessuno sapeva che il proprietario della struttura, Gianni Vincenti, secondo quanto sospetta la procura, aveva portato 5 bombole di gas e le aveva collegate a un timer rudimentale per far saltare in aria tutto e in modo tale da intascarsi il premio dell’assicurazione. Da lì lo scoppio che causò la tragica morte dei tre Vigili del fuoco alessandrini.

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