TORINO – Un agente di 29 anni del reparto mobile di Padova è rimasto gravemente ferito durante gli scontri scoppiati a Torino al termine della manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, nei pressi del campus universitario Luigi Einaudi. Il poliziotto è stato aggredito con calci, pugni e colpi di martello da gruppi di incappucciati ed è stato salvato dall’intervento dei colleghi. Ricoverato al pronto soccorso chirurgico, ha riportato contusioni multiple e una ferita alla coscia sinistra, già suturata.
Guerriglia urbana a Vanchiglia: poliziotto di 29 anni ferito gravemente, solidarietà dalle istituzioni
I disordini, durati circa tre ore, hanno trasformato il quartiere Vanchiglia in uno scenario di guerriglia urbana: lanci di bombe carta e razzi, cassonetti incendiati, un mezzo delle forze dell’ordine dato alle fiamme e numerosi danneggiamenti. Anarchici e autonomi, uniti nell’azione, si sono ritirati al calare del buio lasciando dietro di sé detriti e indumenti abbandonati. Feriti anche tra i manifestanti.
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Forte la condanna delle istituzioni. L’assessore regionale alla Sicurezza Enrico Bussalino e il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio hanno espresso solidarietà alle forze dell’ordine, definendo l’aggressione “inaccettabile”. Il presidente Cirio ha inoltre accolto alle Molinette la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha voluto portare personalmente la sua vicinanza all’agente ferito.
Inoltre, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha visitato in mattinata il Comando Provinciale dei Carabinieri di Torino, dove è stato accolto dai vertici dell’Arma in Piemonte e Valle d’Aosta. Durante l’incontro, Crosetto ha espresso la propria vicinanza ai militari coinvolti negli scontri della manifestazione di ieri: cinque carabinieri del 5° Reggimento Emilia-Romagna hanno riportato lievi ferite.
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L’arcivescovo di Torino Roberto Repole è intervenuto sulla guerriglia urbana avvenuta sabato sera, condannando con fermezza le violenze e ribadendo l’identità della città come capitale della solidarietà e della carità. Repole ha espresso vicinanza alle vittime, ai feriti e alle forze dell’ordine, invitando a denunciare senza ambiguità i responsabili degli scontri.
Allo stesso tempo, l’arcivescovo ha sottolineato la necessità di non confondere le frange violente con le migliaia di persone che manifestano pacificamente e con chi vive condizioni di povertà ed emarginazione. Secondo Repole, chi ha responsabilità pubbliche deve distinguere tra gli eccessi di pochi e il “sentimento mite” della maggioranza. Torino, ha concluso, deve fermare la violenza senza però nascondere le sofferenze sociali, continuando a privilegiare la cura delle ferite e il dialogo.