Cronaca
Intervento dei carabinieri

Tra spaccio e violenza: sgominata baby gang che terrorizzava i giovani di Novi Ligure

Undici indagati di cui sei colpiti da misure cautelari: spacciavano di tutto, dalla marijuana alla nuova "Purple Drank". E chi non li pagava veniva gonfiato di botte.

Cronaca Novi e Arquata, 25 Novembre 2021 ore 12:20

Undici indagati di cui sei colpiti da misure cautelari. I carabinieri di Novi Ligure hanno messo fine alle azioni criminose di una baby gang accusata a vario titolo di spaccio di sostanze stupefacenti, rapina, estorsione e lesioni, pluriaggravate anche dall’uso di arma da fuoco. Una giovane banda che incuteva paura e timore tra i coetanei del Comune alessandrino e che era nota soprattutto per lo spaccio e l'utilizzo della "Purple Drank", una nuova droga giovanile, divenuta popolare con l'affermarsi della musica trap, realizzata con l'utilizzo di sciroppi a base di codeina e bibite gasate.

IL VIDEO:

Sgominata baby gang a Novi Ligure

Nelle prime ore di questa mattina, giovedì 25 novembre 2021, i carabinieri della Compagnia di Novi Ligure, coadiuvati da personale degli altri Reparti dipendenti dal Comando Provinciale di Alessandria e da quelli della Compagnia Milano Monforte, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di sei persone: tre sottoposte a misure cautelari custodiali, una in carcere e due ai domiciliari, le altre soggette all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

Ai sei destinatari delle misure, cosi come ad altri quattro denunciati in stato di libertà, tutti giovanissimi e residenti nel novese, sono contestati, a vario titolo, gravi reati che vanno dallo spaccio di sostanze stupefacenti all’estorsione, dalla di rapina alle lesioni, in alcuni casi anche con l’aggravante di aver fatto uso di un’arma da fuoco. Delitti commessi in danno di altrettante giovani vittime, tra le quali anche alcuni minorenni. In concomitanza con le misure cautelari i militari hanno dato esecuzione ai decreti di perquisizione locale e personale, nei confronti degli indagati.

Tra spaccio e violenza: erano il timore dei loro coetanei

Le indagini hanno tratto spunto dalla constatazione, da parte degli investigatori, di un sempre maggiore coinvolgimento di giovanissimi del novese in attività delittuose quali spaccio, rapine, risse, in un contesto generalizzato di condotte sintomatiche di un profondo e preoccupante disagio giovanile. Questa percezione ha successivamente trovato riscontro in alcune segnalazioni pervenute da ragazzi che lamentavano di essere stati oggetto di minacce e, alcuni di essi, di percosse, a causa di piccoli debiti di droga che non erano riusciti ad onorare.

Mirati approfondimenti investigativi condotti dai militari della Compagnia di Novi mediante servizi di osservazione, controllo e pedinamento, perquisizioni, attività tecniche, analisi di dispositivi ed escussioni di persone informate sui fatti, hanno consentito di accertare come in una realtà seppure piccola come quella novese esistesse, in forme diverse ma similari a quelle presenti in centri di ben altra dimensione, una sorta di “baby gang” che imperversava tra i coetanei degli odierni indagati. Protagonisti, un gruppo di ragazzi poco più che maggiorenni, connotato dalla presenza di gerarchie, dall’utilizzo di soprannomi e di un linguaggio infarcito di “slang”, dalla familiarità con la violenza, sia parlata che praticata, e dalla passione per la musica Trap e Rap.

Giovani per lo più incensurati o con piccoli precedenti, che le indagini hanno dimostrato essere soliti agire “in branco”. Lo spaccio era la loro principale attività delittuosa, spesso seguita da rapine e estorsioni nei confronti di chi non riusciva a pagare i debiti contratti per l’acquisto di droga.

Spacciavano hashish, marijuana, cocaina e "Purple Drank"

Elemento assolutamente significativo e nuovo per il territorio novese è stato l’accertamento della diffusione tra alcuni giovani, accanto ad hashish, marijuana e cocaina, delle “nuove droghe”, sostanze droganti costituite da farmaci che, usati come droghe, rappresentano la nuova via dello sballo.

È stata quindi documentata la cessione di:

  • Diazepam, conosciuto come Valium, e Lorazepam, entrambi farmaci a base di Benzodiazepine, facente parte delle droghe c.d. leggere, il cui principio attivo rientra nella tabella IV del DPR 309/9 1 ;
  • sciroppo Euphon, farmaco a base di Codeina, un oppiaceo facente parte delle droghe “pesanti”, il cui principio attivo rientra nella tabella I del DPR 309/9 2 .

Sostanza, quest’ultima, normalmente contenuta in sciroppi per la tosse di colore viola, molto diffusa e addirittura esaltata nel mondo della musica Trap, dove assume il nome di “Lean” o “Purple drank”, in quanto viene assunta con bibite gassate e assume un colore violaceo. Droghe poco costose, spesso assunte unitamente ad altre droghe e/o a sostanze alcoliche, da parte di giovanissimi molte volte inconsapevoli della loro estrema pericolosità.

Chi le procurava, raggiunto dalla misura degli arresti domiciliari, era riuscito a falsificare diverse ricette mediche che gli consentivano di acquistare le sostanze stupefacenti in farmacia senza destare particolari sospetti.

I video mentre si drogavano e pestavano i loro coetanei

Gli inquirenti hanno inoltre rinvenuto numerosi video caricati sui social in cui gli indagati ed altri giovani si filmavano mentre preparavano e poi assumevano droghe di vario genere, ascoltando in sottofondo, a tutto volume, brani di musica Trap.

Diverse anche le aggressioni commesse dagli indagati - almeno quattro caratterizzate da particolare violenza – sia nei confronti di giovani vittime che non erano riuscite ad onorare debiti di droga che nei confronti di chiunque osasse mettere in discussione la loro supremazia.

In alcuni casi i militari hanno rintracciato sui cellulari delle vittime le fotografie che queste si erano fatte dopo avere subito i pestaggi, in cui apparivano con i volti palesemente tumefatti e sanguinanti, a riprova di una violenza deliberata e incontrollata. Le vittime, impaurite da tanta violenza, non si erano mai rivolte ai sanitari, anche per il timore di dover poi fornire spiegazioni sulle origini delle lesioni.

Il capo della baby gang girava armato

Dalle indagini è emerso che il capo del gruppo non di rado portava con sé anche una pistola, che riusciva a trafugare da casa, di nascosto dal padre. Grazie a essa aumentava il proprio prestigio e la propria capacità d’intimidazione: in almeno una circostanza l’ha addirittura utilizzata puntandola carica contro la sua vittima.