radiofarmaco innovativo

Trattamento innovativo su tumore neuroendocrino all’ospedale di Alessandria

Alessandria città, 18 Giugno 2020 ore 07:52


I professionisti della Medicina Nuclerare dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria – unico ospedale in Piemonte a poter eseguire questo trattamento insieme all’ Ospedale Mauriziano – spiegano nel video come funziona questo nuovo radiofarmaco per il trattamento di tumori rari.

Trattamento innovativo su tumore neuroendocrino

È stato somministrato dalla Medicina Nucleare, diretta da Alfredo Muni, dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria il lutezio 177, un radiofarmaco innovativo utilizzato per una nicchia di tumori considerati rari. Le evidenze indicano che il radiofarmaco migliora la prognosi di questi tumori, in quanto esprime ricettori per la somatostatina: per semplificare, il tumore e le sue metastasi vengono colpite dall’isotopo, mentre tutto ciò che non si lega al tumore viene eliminato tramite le urine. Si tratta di una procedura estremamente complessa, che avviene attraverso un sistema di aghi e per gravità; contemporaneamente i medici iniettano aminoacidi per la protezione dei reni, in quanto tutto l’organismo deve essere “protetto”.

Medicina Nucleare di Alessandria

Il farmaco ha un costo molto elevato, è finanziato dal Fondo Farmaci innovativi oncologici alle dipendenze del Ministero della Sanità e l’utilizzo è monitorato dall’Agenzia Italiana per il Farmaco. La Medicina Nucleare dell’Azienda Ospedaliera di Alessandria è uno dei due centri prescrittori in Piemonte, avendo tutti i requisiti e le caratteristiche richieste per il trattamento dei tumori neuroendocrini inoperabili metastatici in progressione del tratto del tratto gastro-enterico- pancreatico. Nella nostra Regione sono circa venti i casi all’anno candidabili a questo trattamento, di cui dieci in carico all’Azienda Ospedaliera di Alessandria.
Nel video in alto le interviste dei professionisti della struttura di Medicina Nucleare e Fisica Sanitaria che raccontano il caso seguito: Alfredo Muni, direttore della Medicina Nucleare, insieme ai colleghi Elena Pomposelli, Hamed Rouhanifar, Luigi Tommasi e Daria Valentini, fisica sanitaria.

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