Sabato 2 febbraio, giorno della Candelora

Se durante il giorno della Candelora, il sole splende e il vento non soffia, l’inverno finirà presto.

Sabato 2 febbraio, giorno della Candelora
Acqui e Ovada, 02 Febbraio 2019 ore 08:45

Dopo i Giorni della Merla, la tradizione popolare vede nel giorno della Candelora, il segnale premonitore che constaterà quando arriverà la primavera. Ci si chiede se l’inverno ne ha ancora per molto oppure lascerà presto spazio alla prossima stagione.

Cos’è il giorno della Candelora

Il giorno della Candelora quest’anno, 2019, cade di sabato e da sempre è festeggiato il 2 febbraio. Si tratta di una festività cristiana, nata dalla Chiesa Cattolica, ma diffusa anche in quella Ortodossa e Protestante.

In questo giorno, si festeggia la presentazione di Gesù al tempio, benedicendo le candele, che sono il simbolo della luce di Cristo sugli uomini. Da qui, appunto, il nome di Candelora.

La tradizione delle candele deriva anche dal fatto che la luce simboleggia il cambio della stagione, che dopo il buio e il freddo dell’inverno, lascia spazio al clima tiepido e splendente della primavera.

I proverbi che ruotano intorno a questa giornata puntano tutti nel dire che, se durante il giorno della Candelora, il sole splende e il vento non soffia, l’inverno finirà presto; al contrario, se piove, il vento è forte e la temperatura è estremamente bassa, significa che la stagione fredda non è ancora finita.

La Candelora, l’orso e la terra

Molti i proverbi legati alla Candelora

«Se l’ors a la Siriola la paia a fà soé a’nt l’invern tornoma a intré»

Tradotto  dal dialettale piemontese:

“Se l’orso alla Candelora fa asciugare la paglia (il giaciglio), si rientra nell’inverno”.

Il proverbio, noto in Piemonte e Valle d’Aosta, ci riporta sia alla credenza dell’orso lunare, che esce dalla tana nella notte del 1° febbraio e osservando la posizione della luna percepisce se la primavera è in arrivo, sia al Santo che si festeggia proprio in questo giorno: sant’Orso.

Il pagliericcio, messo ad asciugare nel primo giorno di febbraio, rimanda direttamente alla maschera dal momento che, il “materasso” su cui dormivano i contadini era, per l’appunto, fatto di paglia o foglie secche.

In altre regioni viene utilizzato il lupo o il leone come protagonista simbolico di questo proverbio che esplora le dinamiche interne della terra, che proprio nel momento di maggior gelo, ricominciano a risvegliare gli elementi assopiti e quindi al di sotto di una superficie brulla corrisponde una vita intensa.

 

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