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Casale, lunedì la presentazione della nuova edizione di “Sergio Ramelli. Una storia che fa ancora paura”

Appuntamento alle 20.45 nella sala convegni Giumelli di Palazzo Vittone

Casale, lunedì la presentazione della nuova edizione di “Sergio Ramelli. Una storia che fa ancora paura”

CASALE MONFERRATO – Lunedì 1 dicembre alle 20.45, nella sala convegni Giumelli di Palazzo Vittone a Casale Monferrato, Casa di Riposo, sarà presentata la nuova edizione aggiornata del volume “Sergio Ramelli. Una storia che fa ancora paura” (Idrovolante Edizioni, 2024). Gli autori, Guido Giraudo e Andrea Arbizzoni, interverranno insieme a Marco Botta e Francesco Nebbia.

Lunedì a Casale si presenta la nuova edizione di “Sergio Ramelli, una storia che continua a interrogare”

Il libro ricostruisce l’aggressione del 13 marzo 1975 costata la vita al diciottenne milanese del Fronte della Gioventù, colpito brutalmente con pesanti chiavi inglesi da un gruppo legato ad Avanguardia Operaia. Ramelli morì dopo 47 giorni di agonia. Per gli autori, si trattò di un delitto maturato in un clima scolastico e politico che non seppe proteggerlo dalle violenze.
Il processo, avviato solo nel 1987, coinvolse diversi ex militanti del servizio d’ordine di Avanguardia Operaia, poi condannati con pene sensibilmente ridotte in appello. Una vicenda che, a distanza di decenni, continua a sollevare domande sul rapporto tra giustizia, memoria e responsabilità civile.

Apprendiamo con stupore del comunicato stampa di Rifondazione comunista che che esprime sgomento e parla di revisionismo storico per un volume che narra la vicenda di un ragazzo di 17 anni assassinato a sprangate nel 1975… dietro le vuote parole e le teorie complottiste di rifondazione emerge chiara la volontà di impedire il ricordo e la riflessione su uno dei fatti più gravi dei cosiddetti anni di piombo… Aleggia nel comunicato di rifondazione una singolare volontà di censura verso il libro , gli autori e le alte cariche Istituzionali che hanno scritto prefazione e post prefazione… di questo passo ci aspettiamo una richiesta da parte di rifondazione di bruciare i libri scomodi e mandare in qualche campo di rieducazione gli autori… tant’è là migliore risposta a queste farneticazioni sarà una presenza massiccia di pubblico alla presentazione, senza paura e timori, affinché sia chiaro che nessuno può toglierci il diritto dovere di ricordare, riflettere, analizzare.