SAN GIORGIO MONFERRATO – Una piazza animata dai colori, dalle voci dei bambini e da un profondo senso di partecipazione: venerdì 27 marzo 2026, Piazza don Guglielmo Caprioglio ha ospitato la “Staffetta della Memoria”, trasformandosi in un luogo vivo di ricordo e impegno civile.
Una lezione di legalità e condivisione
L’iniziativa, promossa e organizzata dalla Scuola Primaria in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha visto protagonisti gli alunni della scuola, affiancati dai volontari della Biblioteca Civica. L’evento si è inserito nel calendario delle celebrazioni della XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, momento simbolico che ogni anno richiama l’attenzione sull’importanza della legalità e della responsabilità collettiva.
La mattinata si è aperta con il saluto del sindaco Paolo Marchisio, che ha invitato i più giovani a custodire la memoria come strumento per costruire un futuro migliore. Subito dopo, i bambini hanno dato voce ai nomi delle vittime innocenti delle mafie, in un clima di grande rispetto e partecipazione. A ogni nome sono seguite riflessioni e pensieri dedicati ai valori della giustizia e dell’impegno civile.
Le parole dei bambini hanno preso forma concreta in una grande catena simbolica realizzata con strisce di carta colorata: un segno visibile di unione e responsabilità condivisa, capace di abbracciare idealmente tutta la comunità.
Il tema nazionale di quest’anno, “Fame di verità e giustizia”, è stato tradotto in un linguaggio accessibile anche ai più piccoli grazie al contributo dei volontari della Biblioteca, che hanno proposto il racconto di “Bruna, la formica dal doppio stomaco”. Una storia semplice ma efficace, che ha illustrato come la natura stessa insegni il valore della condivisione: accanto allo stomaco per nutrirsi, la formica ne possiede uno “sociale”, destinato a portare cibo agli altri.
Da qui il messaggio centrale della giornata: allenare il proprio “stomaco sociale”, imparando a non vivere solo per sé stessi ma a mettere le proprie energie al servizio della comunità. Un invito che, attraverso la memoria delle vittime, si traduce in un impegno quotidiano fatto di scelte consapevoli, solidarietà e rispetto delle regole.
La “Staffetta della Memoria” non è stata soltanto un momento commemorativo, ma una vera esperienza educativa, capace di lasciare nei più giovani un segno concreto e duraturo.
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