ITALIA – L’ANMIC, Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, celebra il traguardo dei 70 anni dalla fondazione. Per l’occasione, il consigliere nazionale Luca Bellato ha ricostruito le tappe principali della storia dell’Associazione, nata il 28 marzo 1956 a Taranto grazie all’iniziativa di undici persone, tra cui il futuro presidente Alvido Lambrilli.
Dalla fondazione a Taranto nel 1956 alle conquiste legislative che hanno segnato la tutela degli invalidi civili
Negli anni successivi l’ANMIC si è diffusa progressivamente su tutto il territorio nazionale, trasferendo nel 1958 la sede centrale a Roma e consolidando il proprio ruolo nella rappresentanza degli invalidi civili. Decisive, negli anni Sessanta, furono le cosiddette “Marce del dolore”, mobilitazioni che contribuirono a ottenere i primi riconoscimenti in materia di assistenza, lavoro e sostegni economici.
Nel corso dei decenni l’Associazione ha accompagnato importanti riforme legislative, dal collocamento obbligatorio alla legge 118 del 1971, fino all’introduzione dell’indennità di accompagnamento e alla partecipazione nelle commissioni medico-legali per l’accertamento dell’invalidità civile. Oggi l’ANMIC è riconosciuta come ente morale, Associazione di Promozione Sociale ed Ente del Terzo Settore, continuando a promuovere la piena partecipazione delle persone con disabilità alla vita sociale e istituzionale del Paese. Un impegno riassunto dal motto che accompagna ancora l’Associazione: “Niente su di noi, senza di noi”.