EMERGENZA SANITARIA

Conbipel, firmata la cassa integrazione

L'accordo per i 1740 dipendenti.

Conbipel, firmata la cassa integrazione
18 Aprile 2020 ore 17:27

Firmato a Roma, l’accordo di cassa integrazione in deroga per i 1740 dipendenti della Conbipel SpA, tra cui i circa 250 che lavorano nell’Astigiano, divisi tra la sede di Cocconato, dove sono presenti uffici e magazzino, e il punto vendita all’interno centro commerciale “Nuovo Borgo” di Asti.

Conbipel, firmata la cassa integrazione

Firmato a Roma, l’accordo di cassa integrazione in deroga per i 1740 dipendenti della Conbipel SpA, tra cui i circa 250 che lavorano nell’Astigiano, divisi tra la sede di Cocconato, dove sono presenti uffici e magazzino, e il punto vendita all’interno centro commerciale “Nuovo Borgo” di Asti.
L’avvio dell’ammortizzatore sociale – stabilito nell’incontro tra la proprietà e i sindacati Uiltucs Uil, Filcams Cgil e Fisascat Cisl – segue la decisione da parte della storica azienda dell’abbigliamento di depositare una richiesta di concordato preventivo “in bianco”. Secondo la procedura dovrà essere presentato un piano industriale con l’avvallo del Tribunale di Asti. L’istanza è stata presentata il 18 marzo e annunciata ai dipendenti giovedì 26 marzo dall’amministratore delegato Jeff Fardel tramite un comunicato, in cui ha parlato dell’impegno «a preparare ed implementare un piano di risanamento», tanto che è cominciata le ricerca di un nuovo acquirente.

L’azienda

La cassa integrazione, retroattiva al 9 marzo in virtù allo stop all’attività stabilito dal Governo per l’emergenza Coronavirus, durerà 9 settimane (13 settimane, con inizio dal 2 marzo, per il personale delle unità produttive dislocate in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, le cosiddette “ex zone rosse”). L’azienda ha specificato che non verranno utilizzati giorni di ferie maturati e residui prima dell’utilizzo a livello individuale della cassa in deroga, che rimarranno disponibili per il futuro.
Gli importi della cassa integrazione saranno erogati in forma diretta dall’Inps; per velocizzare i tempi di pagamento l’azienda si è resa disponibile ad applicare quanto stabilito dalla convenzione stipulata lo scorso 30 marzo tra le parti sociali e l’Abi (Associazione bancaria italiana).

I sindacati

«Come Uiltucs – commenta Francesco Di Martino, segretario generale provinciale Uiltucs Uil – siamo molto preoccupati in quanto, all’incontro per firmare la cassa in deroga, non erano presenti né il commissario né l’amministratore delegato, ma solo il capo del personale, cosa che non giova alla comprensione degli sviluppi futuri né ad un confronto sulla situazione attuale. In sintonia con i lavoratori, per esempio, non abbiamo condiviso alcune scelte strategiche compiute dal management negli ultimi tempi». «La situazione continua a presentare lati oscuri – aggiunge Mario Galati, segretario generale provinciale Filcams Cgil – in quanto l’azienda, nelle sue comunicazioni, ha fatto capire che ha bisogno di un finanziatore o di un nuovo acquirente. Ci interessa capire l’impatto che avranno sul territorio, in particolare sugli uffici e sul magazzino di Cocconato, le decisioni future per impegnarci nella difesa dei posti di lavoro».

 

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