proposta bocciata

Università e rappresentati degli studenti dicono “No” all’aiuto di Regione e Edisu

L’assessore regionale al Diritto allo Studio universitario: «Scelta incomprensibile e inaccettabile, che penalizza gli studenti».

Università e rappresentati degli studenti dicono “No” all’aiuto di Regione e Edisu
Alessandria città, 11 Agosto 2020 ore 16:16

Regione ed Edisu provano a sostenere i più deboli e i più meritevoli, ma arriva il «niet» dei rappresentanti degli studenti e degli atenei.

“No” all’aiuto di Regione e Edisu

Il provvedimento proposto avrebbe consentito di elargire agli studenti meno abbienti e più meritevoli un contributo di 150 euro, ma Università e rappresentanti dicono no. L’assessore regionale al Diritto allo Studio universitario: «Scelta incomprensibile e inaccettabile, che penalizza gli studenti». Il presidente di Edisu: «Speravo di poter lavorare insieme a tutti i soggetti in causa con spirito costruttivo, per migliorare le cose a vantaggio dei più fragili. Invece qualcuno sta confondendo il nostro Ente per un agone politico».

La proposta

La proposta della Regione e dell’Edisu era ottima e sarebbe venuta incontro alle esigenze di migliaia di studenti che, specie alla luce dell’emergenza Covid-19, avevano bisogno di aggiornare le proprie dotazioni tecnologiche: mettere a disposizione 200mila euro per finanziare circa 1400 studenti universitari piemontesi (borsisti selezionati in base all’Isee e al merito) con un contributo di 150 euro per l’acquisto di materiale informatico, come i tablet. Strumenti che – si è visto – risultano fondamentali in caso di necessità di ricorrere alla didattica a distanza, che in Università significa e ha significato anche esami e tesi di laurea.

A ben vedere un’ottima notizia, un provvedimento che avrebbe rafforzato il diritto allo studio e che, a rigor di logica, avrebbe dovuto essere accolto da tutti con entusiasmo.

I motivi del “no”

Invece questa mattina, in sede di Cda di Edisu, quando il presidente dell’Ente ha proposto la variazione di bilancio per reperire le risorse necessarie allo stanziamento, è arrivata la doccia gelata: sia la rappresentante degli Atenei che gli studenti si sono detti contrari.
Le motivazioni? Fumose e poco convincenti. Il contributo non sarebbe stato sufficiente e i soldi avrebbe dovuto metterli la Regione e non, come è nella logica delle cose, l’Edisu, ricavandoli dal suo sano bilancio, peraltro alimentato con fondi regionali.

“Comportamento inaccettabile”

E così, quasi 1500 studenti che avrebbero potuto ricevere il contributo, a causa delle scelte dei loro rappresentanti e degli Atenei, resteranno a bocca asciutta. Una situazione paradossale, quasi kafkiana, che ha lasciato basita l’assessore regionale al Diritto allo Studio universitario.

«Faccio fatica a farmi una ragione di tale scelta – spiega l’assessore – che priva gli studenti di un importante contributo. La posizione di Atenei e studenti risulta davvero incomprensibile, in quanto nega agli universitari con più difficoltà economica di poter accedere a un sostegno significativo per potersi dotare di materiale informatico oggi come oggi fondamentale. Un “no”, quello delle Università e dei rappresentanti degli studenti che, oltretutto, non è sostenuto da reali motivazioni. Si tratta di un comportamento inaccettabile, che penalizza gli studenti. La mia solidarietà va ai quei ragazzi che si vedranno privare di un importante aiuto per ragioni del tutto incomprensibili».

L’amarezza del presidente di Edisu

«Quando ho iniziato a svolgere il mio incarico – aggiunge il presidente di Edisu – mi ero riproposto, esplicitando a tutti la mia visione, di lasciare da parte ogni personalismo e di pensare esclusivamente a collaborare, tutti insieme, per il bene degli studenti e per favorire il rafforzamento diritto allo studio. Decisioni insensate come quelle di oggi, che seguono altri atteggiamenti del medesimo tenore, dimostrano invece che qualcuno ha scambiato un Ente che deve garantire il diritto allo studio per un agone politico. Tutto questo è molto triste perché, in ultima analisi, a rimetterci saranno gli studenti meno abbienti».

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