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Anche i sindaci di Casale e Tortona a Bruxelles per dire no alla centralizzazione dei fondi di coesione

Cinquanta sindaci della Lega hanno incontrato il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, per consegnargli il 'Manifesto per le politiche di coesione'

Anche i sindaci di Casale e Tortona a Bruxelles per dire no alla centralizzazione dei fondi di coesione

Cinquantina sindaci della Lega si sono ritrovati mercoledì mattina davanti all’Europarlamento a Bruxelles per dire no a alla centralizzazione dei fondi di coesione, incontrando poi Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, per consegnargli il ‘Manifesto per le politiche di coesione’.

Sindaci della Lega a Bruxelles

“Centralizzare i fondi Ue di coesione nel futuro bilancio comunitario metterebbe a forte rischio la governance dei territori, e la loro autonomia nella gestione delle risorse”, spiegano i rappresentanti del Carroccio. Già lo scorso anno la Lega, con una mozione a prima firma del capogruppo alla Camera, on. Riccardo Molinari, appoggiata da tutto il centrodestra, impegnò il Governo Meloni a difendere in sede europea la specificità e le risorse destinate all’agricoltura italiana nella programmazione post-2027, contro le ipotesi di accorpamento dei fondi nel Quadro finanziario pluriennale insieme al Fondo di coesione.

A Bruxelles, per il Piemonte, erano presenti i sindaci Emanuele Capra di Casale Monferrato, Federico Chiodi  di Tortona, e Daniele Baglione di Gattinara, che in maniera corale ribadiscono le esigenze dei loro territori: “Il principio della coesione territoriale, e della gestione delle risorse da parte delle comunità locali, funziona e non va assolutamente ‘smontato’: semmai rafforzato per fare in modo che ogni comunità locale sia davvero padrona a casa propria, autonoma nelle scelte e responsabilizzata nella decisione delle priorità.
La proposta della Commissione introduce cambiamenti strutturali senza precedenti, tutti nella stessa direzione: una maggiore centralizzazione. Gli attuali circa 540 programmi operativi — attraverso i quali i nostri Comuni accedono ai fondi e li programmano sulle specificità locali — verrebbero sostituiti da soli 27 Piani Nazionali, uno per ciascun Stato membro, con un accorpamento dei fondi per cui Coesione (FESR, FSE+), PAC, politiche sociali, pesca e persino migrazione confluirebbero in un unico macro-fondo. Due pilastri che rappresentavano ciascuno circa un terzo del bilancio UE verrebbero compressi insieme sotto il 40% delle risorse totali. Il che significherebbe per i singoli comuni meno risorse, e nessuna discrezionalità sulle priorità di investimento”.

I sindaci della Lega propongono a tutte le amministrazioni comunali, al di là del loro colore politico, “una presa di posizione unitaria, e una mobilitazione per chiedere all’Europarlamento che siano garantite alle governance dei territori risorse certe, e ampia autonomia decisionale”.