Mattia Roggero, capogruppo della Lega a Palazzo Rosso, ha appena presentato, insieme ai consiglieri del Carroccio Cuttica di Revigliasco e Lumiera, una mozione e un’interpellanza riguardanti l’Area Pedonale Urbana e le numerose multe arrivate ai cittadini.
Pioggia di multe dopo l’attivazione dell’Apu
6.655 multe nei primi 19 giorni, per un importo complessivo di 594.814 euro, di cui 123.147,10 euro già incassati. E’ questo il dato riportato dal capogruppo della Lega di Alessandria, Mattia Roggero, riguardanti le sanzioni fatte ai cittadini dopo l’attivazione dell’APU nel centro della città.
“Il sindaco Abonante e la sua giunta sostengono che la nuova APU (area pedonale urbana) è finalizzata a migliorare la qualità di vita degli alessandrini, e non certo a ‘fare cassa’, ma in città cominciano ad essere tanti a dubitarne. – commenta Roggero – Compresi non pochi residenti nelle vie del centro che si sono ritrovati multati pur avendo permessi attivi, e ora devono decidere se pagare, o rivolgersi al giudice di pace: con rischio di ulteriori costi, e perdite di tempo. A noi questo sembra caos, non miglioramento della viabilità, e della qualità di vita della nostra comunità”.
“L’obiettivo di un’area pedonale – continua il capogruppo della Lega – dovrebbe essere migliorare la sicurezza e la vivibilità urbana, e non certo essere uno strumento finalizzato principalmente alla produzione di entrate: in numerosi Comuni italiani, tra cui Milano, l’introduzione di nuovi varchi elettronici per il controllo delle ZTL o APU è stata accompagnata da una fase iniziale di pre-esercizio o di avviso ai cittadini, senza immediata applicazione delle sanzioni: possibile che non si possa fare anche da noi? Il comune di Alessandria adotti immediatamente un provvedimento di riesame in autotutela delle sanzioni emesse nella fase iniziale di attivazione dei varchi: eviterà migliaia di ricorsi, e soprattutto dimostrerà che il ruolo dell’ente è dialogare con i cittadini per migliorare la loro qualità di vita, e non ‘vessarli’ con provvedimenti privi di senso, che nel breve possono portare un po’ di ossigeno nelle casse dell’ente, ma con il risultato di ‘minare’ in maniera pesante il rapporto fiduciario tra comune e cittadini”.