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Autonomia differenziata: via libera del Consiglio dei Ministri agli schemi di intese preliminari

Le intese definiscono l’attribuzione alla Regione Piemonte di funzioni specifiche in ambiti ritenuti strategici, tra cui la protezione civile

Autonomia differenziata: via libera del Consiglio dei Ministri agli schemi di intese preliminari

Via libera agli schemi di intesa preliminare sull’autonomia differenziata in Consiglio dei Ministri presentati dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria.

Verso l’autonomia differenziata

Si tratta di un passaggio fondamentale per l’attribuzione alla Regione Piemonte di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia in materie strategiche non attinenti ai LEP o per le quali gli stessi risultano già definiti dalla normativa vigente.
Gli schemi di intesa preliminare portati all’attenzione del Consiglio dei Ministri concernono l’attribuzione di specifiche funzioni nelle materie della protezione civile, delle professioni, della previdenza complementare e integrativa, nonché della tutela della salute – coordinamento della finanza pubblica, già individuate come ambiti immediatamente funzionali alla crescita e allo sviluppo del territorio regionale e coerenti con il principio di sussidiarietà.

“Abbiamo compiuto un passo importante per rafforzare il nostro Paese – dichiara il presidente della Regione Piemonte, Alberto CirioCon questo atto poniamo le basi affinché il presidente della Regione possa dichiarare lo stato di emergenza direttamente sul proprio territorio, senza dover attendere tempi lunghi per le verifiche da parte del Governo centrale. Un altro esempio riguarda la sanità e la valorizzazione delle professioni sanitarie. In Piemonte, con oltre 1.200 Comuni e vaste aree montane, garantire la presenza dei medici nelle vallate più periferiche è sempre più complesso. Oggi non è possibile prevedere incentivi specifici per chi sceglie di operare nei piccoli centri; con l’attuazione dell’intesa, invece, la Regione potrà valorizzare, anche attraverso risorse proprie, i professionisti che assicurano servizi essenziali nei territori più fragili, garantendo così il diritto alla salute in modo uniforme su tutto il territorio. È un esempio concreto di come questo percorso non divida, ma al contrario rafforzi l’unità del Paese, migliorando la capacità dello Stato di intervenire in modo tempestivo e vicino alle comunità locali”.

“L’autonomia differenziata deve essere uno strumento di responsabilità e di sviluppo, capace di rafforzare la capacità programmatoria delle Regioni senza incidere sull’unità del sistema nazionale e nel pieno rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni”, aggiunge l’assessore all’Autonomia della Regione Piemonte Enrico Bussalino .

Soddisfatto anche l’onorevole Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera e segretario della Lega in Piemonte: “Per la Lega si tratta di un traguardo importante, perseguito con tenacia in questi anni dal Ministro Calderoli, con il pieno sostegno del nostro Segretario Federale Matteo Salvini, e di tutto il partito. Autonomia e sussidiarietà, giova sempre ricordarlo, sono un vantaggio per tutti, e una forma di riequilibrio importante per una Regione come il Piemonte, che vanta nei confronti dello Stato un residuo fiscale annuo di circa 10 miliardi di euro. Ma questo è solo il primo, fondamentale passo verso quell’Italia Federale che è da sempre nel nostro dna, con forti competenze legislative e finanziarie alle Regioni”.