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Comuni montani e scuola, il Pd chiede chiarimenti al Ministero: “A rischio i territori più fragili del Paese”

A rischio per i comuni montani esclusi lo status di "scuola di montagna" e delle deroghe sul numero minimo di alunni per classe

Comuni montani e scuola, il Pd chiede chiarimenti al Ministero: “A rischio i territori più fragili del Paese”

I parlamentari e le parlamentari del Partito Democratico, tra cui l’alessandrino Federico Fornaro, hanno presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Istruzione e del Merito e degli Affari regionali sugli effetti della nuova classificazione dei Comuni montani sulla gestione delle scuole nei territori esclusi.

Comuni montani e scuola

Come spiegato dai parlamentari Pd, la nuova classificazione esclude oltre 700 Comuni dall’elenco pubblicato in Gazzetta Ufficiale che potrebbe comportare la perdita dello status di “scuola di montagna” e delle deroghe sul numero minimo di alunni per classe.  Sulla questione, anche la consigliera provinciale alessandrina Sabrina Caneva ha presentato un’interpellanza che sarà discussa nel consiglio provinciale del prossimo 2 marzo.

“Una scelta che determinerebbe- se confermata- la soppressione di classi in territori già segnati da spopolamento e difficoltà di collegamento”, spiegano i Parlamentari, che chiedono al Governo di chiarire con urgenza quali effetti concreti le nuove disposizioni produrranno sull’organizzazione delle classi nei Comuni esclusi.

“Domandiamo inoltre quali misure intenda adottare per evitare la perdita di classi e garantire continuità didattica e diritto allo studio agli studenti delle aree fragili. – aggiungono – L’esclusione dall’elenco dei Comuni montani apre l’ulteriore tema degli incentivi al personale docente previsti dalla legge 131/2025, che risultano applicabili solo a una parte dei Comuni inseriti nel nuovo elenco, determinando una inaccettabile tripartizione tra territori esclusi, territori montani senza incentivi e territori montani beneficiari. Siamo di fronte ad un provvedimento privo di risorse ulteriori rispetto ai 200 milioni già stanziati dal Governo Draghi, il che induce a pensare che la riduzione dei Comuni ammessi serva unicamente a redistribuire fondi purtroppo invariati, senza alcuna reale intenzione di sostenere le numerose realtà montane del nostro Paese”.

I parlamentari del PD pensano, pertanto, che sia necessario “rivedere complessivamente l’impianto della legge per evitare che si traduca in un danno strutturale per i territori più fragili del Paese, a partire proprio dalla scuola, presidio fondamentale di uguaglianza e sviluppo”.