Decreto sicurezza, Referendum Giustizia e il futuro di Alessandria tra riforme istituzionali e grandi opere sono stati gli argomenti principali affrontati nella puntata di oggi di Filo Diretto insieme all’onorevole Riccardo Molinari.
Il nuovo decreto sicurezza
Il nuovo decreto sicurezza rappresenta uno degli interventi più articolati dell’attuale legislatura in materia di ordine pubblico. Come spiegato dall’onorevole Riccardo Molinari, il provvedimento nasce da un lavoro avviato da mesi e si inserisce in un percorso già avviato negli anni precedenti.
Uno degli aspetti centrali riguarda le manifestazioni. Il fermo preventivo consente alle forze dell’ordine di intervenire in presenza di segnali concreti di possibili disordini, sempre sotto controllo dell’autorità giudiziaria. L’obiettivo è evitare infiltrazioni violente e tutelare chi partecipa pacificamente.
Importante anche il capitolo dedicato ai giovani. Il decreto rafforza gli strumenti contro le baby gang, coinvolgendo le famiglie nei casi più gravi e introducendo sanzioni per la vendita e il porto di armi bianche ai minorenni. Un intervento che punta a prevenire comportamenti pericolosi fin dalle fasce d’età più basse.
Sul fronte delle occupazioni abusive, viene estesa la possibilità di sgomberi rapidi a tutti gli immobili, mentre per l’immigrazione si conferma la linea degli accordi internazionali e delle procedure esterne.
L’obiettivo dichiarato è costruire una sicurezza strutturale, fondata su prevenzione, responsabilità e strumenti più efficaci per le forze dell’ordine, senza comprimere i diritti fondamentali.
Torino tra disagio e violenza
Le recenti manifestazioni sfociate in scontri nel capoluogo piemontese hanno riportato al centro dell’attenzione il tema dell’ordine pubblico. Durante la puntata, è emersa una lettura critica del fenomeno, che individua nella presenza di gruppi organizzati uno dei fattori principali delle tensioni.
Secondo questa visione, alcune realtà nate da istanze legittime si sarebbero progressivamente trasformate in centri di conflitto permanente. In particolare, il caso di Askatasuna viene indicato come simbolo di una gestione troppo permissiva, che avrebbe favorito situazioni di illegalità.
Viene riconosciuta l’esistenza di un diffuso disagio sociale, legato a problemi abitativi, lavorativi e culturali. Tuttavia, si sottolinea come tali difficoltà non possano tradursi in violenze contro le istituzioni o le forze dell’ordine.
La risposta, secondo l’ospite, deve essere duplice: da un lato politiche sociali più incisive, dall’altro un’applicazione rigorosa delle regole. Solo così è possibile tutelare i cittadini e restituire alle città un clima di convivenza civile. Il messaggio finale trasmesso da Molinari è chiaro: “Protestare è legittimo, distruggere e intimidire no”.
Giustizia, politica e sviluppo
Nel corso della puntata, l’onorevole Molinari ha affrontato anche temi di ampio respiro politico e territoriale. Al centro, il referendum sulla giustizia, che propone la separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e giudicanti. Una riforma presentata come il completamento di un percorso iniziato oltre trent’anni fa, con l’obiettivo di rafforzare l’equilibrio tra accusa e giudizio.
Non è mancato un passaggio sulle dinamiche interne alla Lega, con riferimento all’uscita di Vannacci, interpretata come conseguenza di divergenze politiche e di una linea non condivisa.
Grande attenzione è stata riservata al retroporto di Alessandria, considerato uno dei progetti più importanti per il rilancio economico del territorio. Finanziamenti già stanziati, progettazione avviata e prossima nomina di un commissario dovrebbero accelerare i tempi di realizzazione.
L’infrastruttura è vista come un volano per attrarre investimenti, creare lavoro e rafforzare il ruolo logistico della città nel contesto europeo. Un percorso iniziato anni fa e che ora entra in una fase decisiva. Tra riforme, cantieri e partecipazione civica, la sfida è trasformare le opportunità in sviluppo concreto.