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Ex Mensa Guala: il centrodestra deposita richiesta di verifica legittimità e invoca la revoca in autotutela

I consiglieri chiedono inoltre verifiche sui numeri relativi ad utenze, manutenzioni ordinarie e straordinarie, scomputi per eventuali migliorie e mancato introito per l’Ente

Ex Mensa Guala: il centrodestra deposita richiesta di verifica legittimità e invoca la revoca in autotutela

I consiglieri di centrodestra del Comune di Alessandria hanno depositato una formale richiesta di verifica e di attivazione dei poteri di autotutela in merito all’iter che ha portato all’assegnazione dell’immobile comunale ex Mensa Guala di Via San Giovanni Bosco alla “Casa delle Donne”.

Ex Mensa Guala alla Casa delle Donne

La segnalazione è indirizzata al Segretario Generale, al Presidente del Consiglio Comunale, al Collegio dei Revisori dei Conti e, per le valutazioni di competenza, alla Procura della Corte dei Conti.

Nel documento depositato, i consiglieri evidenziano come “l’assetto delineato dagli atti, per durata e contenuti, presenti caratteristiche assimilabili a una concessione pluriennale di fatto: disponibilità per 9 anni, con possibilità di arrivare fino a 18, su un immobile comunale di valore rilevante, con un quadro di oneri e responsabilità che – secondo i firmatari – rischia di ricadere sul bilancio dell’Ente. La segnalazione richiama inoltre la sequenza dei passaggi amministrativi intervenuti nell’autunno 2025 e l’utilizzo del regolamento dei ‘beni comuni’ per l’affidamento tramite ‘patto’, chiedendo di verificare coerenza dell’iter, adeguatezza delle istruttorie e rispetto delle competenze degli organi comunali”.

«Qui non si sta discutendo delle appartenenze politiche ma delle regole istituzionali e di tutela del patrimonio pubblico – dichiara Emanuele Locci, Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia -. Quando si incide sul patrimonio dell’Ente e si determinano effetti pluriennali, il tema centrale è il riparto delle competenze. Vanno chiariti, con numeri e coperture, i costi potenziali per la comunità: utenze, manutenzioni ordinarie e straordinarie, scomputi per eventuali migliorie e mancato introito per l’Ente. Senza dimenticare le attività politiche, economiche e di somministrazione alimentare previste dall’accordo deliberato dalla Giunta Abonante che sono assolutamente in contrasto con lo strumento “patto per la cura dei beni comuni” adottato per mascherare quella che è di fatto una concessione».

«Il tema è semplice: quanto costa e chi paga afferma Mattia Roggero, Presidente del Gruppo della Lega -. E lo dico anche alla luce del clima intollerabile visto in Consiglio comunale, dove insulti e bagarre non possono diventare una cortina fumogena. Quando si parla di patrimonio pubblico e soldi dei cittadini, si risponde nel merito e con i numeri. Oggi emerge però un fatto di estrema gravità: realtà riconducibili al progetto della “Casa delle Donne” rivendicano il tentativo di assalto alla stazione ferroviaria di Alessandria durante la manifestazione del 2 ottobre 2025. Un soggetto che opera nell’alveo del Comune e beneficia di spazi pubblici non può essere, al tempo stesso, un soggetto politico che rivendica azioni di forza contro infrastrutture pubbliche. Questa è un’evidente incompatibilità istituzionale.».

La questione è stata inserita, inoltre, all’ordine del giorno della Commissione consiliare permanente per il Controllo di Gestione presieduta da Vincenzo Demarte (Forza Italia)  e convocata per lunedì 16 febbraio 2026 alle ore 9.00. “È un passaggio doveroso: servono atti, istruttorie, pareri, stime e responsabilità chiare. – aggiunge Demarte – I cittadini hanno diritto di sapere quali vincoli e quali impegni economici pluriennali siano stati assunti e dobbiamo verificare che tutto sia legittimo”.

Sui toni e sul clima politico, interviene Luigi Sfienti (Per Alessandria): «Quando in aula si arriva a tensioni e insulti è il segno che qualcosa non sta funzionando. Ma proprio per questo la politica deve tornare ai fatti: qui si parla di un immobile pubblico, di durata, di costi e di regole. Occorre fare chiarezza completa, senza slogan e senza coperture reciproche: trasparenza, controlli e rispetto delle istituzioni».

I firmatari annunciano infine che, dopo la Commissione Controllo di Gestione, oltre alla segnalazione depositata, verranno presentati ulteriori atti di sindacato ispettivo e di indirizzo, per ottenere risposte su legittimità dell’iter, sostenibilità economica, controlli e tutela delle prerogative del Consiglio comunale.