Le manifestazioni

In 200 davanti alla prefettura di Alessandria per protestare contro il Dpcm

Le due contestazioni "pacifiche" che si sono svolte ieri in piazza della Libertà.

In 200 davanti alla prefettura di Alessandria per protestare contro il Dpcm
Alessandria città, 29 Ottobre 2020 ore 10:00

In 200 davanti alla prefettura di Alessandria per protestare contro il Dpcm. Nella serata ieri, mercoledì 28 ottobre, è andata in scena la manifestazione non autorizzata e convocata con il passaparola su chat e social. In 200 persone si sono presentate in piazza della Libertà, davanti alla prefettura di Alessandria, per protestare contro le stringenti misure dell’ultimo Dpcm.

In 200 davanti alla prefettura di Alessandria per protestare contro il Dpcm

In 200 persone si sono presentate in piazza della Libertà, davanti alla prefettura di Alessandria, per protestare contro le stringenti misure dell’ultimo Dpcm. La manifestazione non autorizzata è stata convocata con il passaparola nelle chat sui social, nelle quali circolava anche il volantino “nero” che ha raccolto i violenti della protesta di Torino dei giorni scorsi.

Fortunatamente, la manifestazione popolare ad Alessandria si è svolta con toni accesi ma senza degenerare in atti di pura violenza, come accaduto in altre città italiane. “Libertà” e “lavoro” sono state le principali rivendicazioni verso le Istituzioni e la Prefettura.

La protesta dei ristoratori

Sempre nella giornata di ieri, in piazza della Libertà, dalle 11,30 alle 12,30, si è svolta la manifestazione intitolata #siamoaterra, convocata da Fipe – Confcommercio, nella quale hanno partecipato i ristoratori alessandrini per protestare contro la chiusura alle 18 stabilità dall’utlimo Dpcm. La loro è stata una manifestazione rispettosa delle regole e di loro stessi. I manifestanti si sono seduti a terra, atto che va a simboleggiare il loro sentimento comune: “Siamo a terra”.

Queste le parole del presidente di Confcommercio Alessandria, Vittorio Ferrari:

“Siamo una parte fondamentale dell’identità italiana. Siamo le braccia e la faccia della filiera dell’enogastronomia, vanto del paese. Siamo di fronte a una tragica emergenza sanitaria, ma non possiamo essere considerati ‘non essenziali’ quando la situazione si complica”.


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