ALESSANDRIA – Riceviamo e pubblichiamo da Maurizio Sciaudone, Consigliere provinciale Delegato a Marengo.
Il consigliere Sciaudone chiede chiarezza sul futuro del Marengo Museum
Serve subito fare chiarezza sulle dimensioni istituzionali della gestione del Complesso di Marengo. La Provincia di Alessandria è proprietaria dell’intero stabile che si compone della villa, del rustico, degli uffici, dell’auditorium, del parco e dei parcheggi e ha dato in gestione le 18 sale museali, all’interno di Villa Delavo, al Comune di Alessandria affinché le tenga connesse al sistema museale della città. Villa Delavo possiede ancora un secondo piano che è stato utilizzato dalla Provincia per delle iniziative culturali durante quest’anno e anche nel 2024. Come Consigliere provinciale delegato per Marengo, sono quindi titolare del rapporto con il Comune di Alessandria e non ho contezza, se non in modo indiretto, del rapporto con Costruire Insieme a livello istituzionale in quanto sistema di valorizzazione affidato a un ente di gestione che il comune ha deciso in modo autonomo, così come la Provincia ha affidato la conduzione della parte moderna del complesso all’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei per quelle iniziative di incontro e valorizzazione culturale che ha visto crescere negli anni una presenza significativa anche grazie alle manifestazioni napoleoniche con i rievocatori.
Venendo alla gestione delle 18 sale, il Comune avrebbe dovuto più volte presentare alla Provincia un’idea di programma di valorizzazione, mai pervenuto, e non ha provveduto al mantenimento dei pezzi antichi in custodia (le armi nelle teche perdono ruggine evidenziando un serio intervento di restauro). Diverso invece l’apporto che personalmente ho dato alla valorizzazione delle sale museali, portando diverse armi in esposizione avute in prestito dal Museo Storico Nazionale di Artiglieria di Torino (cannoni, fucili e spade originali del 1800). Grazie alle varie iniziative tematiche sviluppate in Auditorium abbiamo trasferito ogni anno circa 600 visitatori paganti al museo o pagati dall’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei.
Nello specifico delle necessità attuali, è evidente che, prima ancora delle velleità, servono le competenze degli addetti museali; esempio su 20 visitatori stranieri 14 sono francesi e andrebbero accolti e accompagnati in lingua francese, non a caso l’Unione Giornalisti e Comunicatori Europei, grazie alla nostra convenzione, ha provveduto anche in questo senso. Ci sono posizioni quindi che vanno assolutamente riviste ma soprattutto competenze che devono essere analizzate; il Comune non ha mai fornito un piano programmatico di valorizzazione delle sale che gli sono state affidate, non ha fornito rendiconto incassi e rimborsi delle utenze. Tra le pecche da notare in tutti questi anni è che il turista, l’appassionato di cultura o lo storico che accede alla biglietteria non trova un supporto in cui lasciare un contatto per essere poi raggiunto e informato sulle iniziative o semplicemente per lasciare un giudizio o dei suggerimenti. È evidente quindi che prima ancora di decidere quali siano le azioni di gestione bisogna rendicontare il passato e adeguare una progettazione che tenga conto anche dei cambiamenti (nuovo parco e ristrutturazione del rustico).