La protesta

Metalmeccanici domani in sciopero, i sindacati: “Otto ore di stop ad Alessandria”

Un presidio statico con un numero definito di lavoratori si terrà davanti alla sede cittadina di Confindustria.

Metalmeccanici domani in sciopero, i sindacati: “Otto ore di stop ad Alessandria”
Alessandria città, 03 Novembre 2020 ore 12:14

“Otto ore di stop per i Metalmeccanici ad Alessandria”. I sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno proclamato per domani, giovedì 5 novembre, uno sciopero dei lavoratori del settore metalmeccanico per invocare la firma sul contratto nazionale, scaduto da ormai 10 anni e dopo la rottura delle trattative con Federmeccanica. Ad Alessandria sono state indette otto ore di stop per i lavoratori.

Metalmeccanici in sciopero, i sindacati: “Otto ore di stop ad Alessandria”

Ad Alessandria, in occasione dello sciopero nazionale dei Metalmeccanici che si svolgerà domani, giovedì 5 novembre 2020, i sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno indetto otto ore di stop per i lavoratori del settore. Vista l’emergenza Covid, tuttavia, non è stata organizzata alcuna manifestazione di piazza ma un presidio statico con un numero definito di lavoratori davanti alla sede di Confindustria di Alessandria, in via Legnano, a partire dalle 10.

Le rivendicazioni dei Metalmeccanici

La mobilitazione mette al centro sei questioni fondamentali: la difesa dell’occupazione e il rilancio dell’industria metalmeccanica, l’aumento del salario, il miglioramento del welfare, dei diritti e delle tutele, la salute e la sicurezza dei lavoratori, la stabilizzazione dell’occupazione precaria e l’introduzione della clausola sociale nei cambi appalti, il riconoscimento delle competenze professionali, la contrattazione dello smart-working e della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

“Nella nostra provincia ci sono aziende grandi dietro a vertenze nazionali come l’ex Ilva di Novi Ligure, ad oggi ancora irrisolta, KME e SCT di Serravalle Scrivia, Bundy Borghetto Bra, Cerutti Casale, Dradura Conzano… che erano già in crisi prima della pandemia e non hanno soluzione, altre realtà che invece a causa della pandemia hanno fatto ricorso alla Cassa Integrazione e anche tante piccole e medie aziende che continuano a lavorare grazie a propri dipendenti ed ai protocolli anti contagio concordati tra sindacato e aziende. Fim, Fiom e Uilm hanno deciso di rimettere al centro le persone che lavorano, i loro diritti e la loro dignità”.

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