Anche il segretario regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, commenta la nuova classificazione dei Comuni Montani che ha ricadute anche sul territorio piemontese, in particolare la provincia di Alessandria, dove il numero dei comuni classificati “montani” passa da 49 a 15.
La Regione sulla legge sulla montagna
La Regione Piemonte ha comunicato che, con la commissione della Politiche per la Montagna, insieme ad altre regioni, ha chiesto un rinvio della trattazione al fine di meglio approfondire la tematica, anche sulla base della mancanza di tempi adeguati per la condivisione dei nuovi criteri di montanità che la legge introduce.
Secondo la Regione, “il Piemonte risulta meno penalizzato rispetto alla media nazionale, con una riduzione pari a circa la metà dell’impatto percentuale registrato in altre Regioni, dove le perdite si aggirano intorno al 30 percento complessivo in confronto al dato piemontese del 16 percento“.
“Dal punto di vista finanziario, la minore penalizzazione rispetto al quadro nazionale comporta per il Piemonte una quota percentuale più favorevole nella ripartizione del Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane (FOSMIT) rispetto allo storico. – continuano dalla Regione – Un elemento centrale che consente alla Regione di continuare a sostenere politiche strutturate per servizi, infrastrutture, sicurezza del territorio e sviluppo delle comunità montane”.
L’ assessore regionale allo Sviluppo e Promozione della Montagna, Marco Gallo ha infine sottolineato che la Regione è già impegnata sulla seconda fase attuativa della riforma, con la definizione dell’ulteriore elenco che, applicando alla classificazione in corso di approvazione anche criteri socio-economici, definirà l’insieme dei Comuni sui quali ricadranno le agevolazioni statali (crediti d’imposta, sgravi contributivi, bonus natalità). “Vigileremo affinché i parametri utilizzati tengano conto non solo degli aspetti geografici, ma anche delle reali fragilità dei territori: spopolamento, accesso ai servizi, condizioni socioeconomiche“, ha aggiunto l’assessore Gallo.
L’appello di Rossi
Dure le parole del segretario Regionale del Partito Democratico del Piemonte, Domenico Rossi, che ritiene il nuovo DPCM non un atto tecnico ma “una scelta politica precisa che cancella con un tratto di penna la storia e la geografia della nostra Regione“.
“Il Governo fissa parametri altimetrici rigidi, ignorando totalmente i criteri socio-economici e la storia delle nostre valli. Il risultato è un disastro per il Piemonte: si colpiscono le aree di transizione e di crinale, spezzando l’unità territoriale di province intere. Centinaia di comuni rischiano di perdere lo status di montanità e, con esso, l’accesso a risorse fondamentali per la difesa del suolo, la gestione forestale e i servizi scolastici” prosegue Rossi.
Rossi chiede pertanto la sospensione dell’applicazione del DPCM e al Presidente Cirio e alla sua giunta di prendere una posizione netta in merito, mettendo in campo “tutte le azioni utili e necessarie a difendere i comuni piemontesi”.
“La montagna non è una riserva indiana né un costo da tagliare: è la spina dorsale del Piemonte. Se il centrodestra pensa di svenderla, noi saremo in ogni consiglio comunale a difenderla”, conclude Domenico Rossi.