PIEMONTE – Le recenti dichiarazioni dei sindaci di Alessandria e Montecastello riaccendono l’attenzione sull’emergenza PFAS in Piemonte. Secondo AVS, i monitoraggi dell’ARPA confermano una situazione ormai consolidata: le sostanze perfluoroalchiliche continuano a essere presenti nell’ambiente ben oltre i confini dello stabilimento di Spinetta Marengo, dopo essere state rilevate negli anni in aria, acqua, terreni, alimenti e nel sangue dei cittadini.
Ravinale, Spineto e Oliva chiedono interventi immediati su salute pubblica, bonifiche e stop alle emissioni
Particolarmente significativa, secondo il movimento, l’osservazione del sindaco di Montecastello Gianluca Penna: “Non si può chiudere l’aria”. Una frase che descrive la condizione delle comunità della Fraschetta, esposte a un inquinamento dal quale non è possibile sottrarsi.
AVS sostiene che la fase della raccolta delle prove sia ormai superata e che sia necessario passare all’azione. Le priorità indicate riguardano l’attivazione di percorsi sanitari di prevenzione e monitoraggio per le persone esposte, insieme a misure ambientali più incisive per impedire la dispersione di sostanze persistenti e pericolose. L’obiettivo dichiarato è quello delle “emissioni zero” di PFAS dallo stabilimento.
I rappresentanti del partito ricordano inoltre le iniziative portate avanti in Consiglio regionale per chiedere maggiore trasparenza sul rinnovo dell’Autorizzazione Integrata Ambientale, sul futuro delle produzioni industriali e sul confronto in corso con Solvay nell’ambito del procedimento per disastro ambientale. Alla Regione Piemonte viene chiesto di mettere la tutela della salute pubblica al centro delle proprie scelte.
Nel documento viene anche richiamato l’impegno dell’assessore regionale Federico Riboldi sul tema dello stop ai PFAS e delle bonifiche, con l’invito a tradurre gli impegni politici in atti concreti. Un riconoscimento va inoltre al lavoro dell’eurodeputata AVS Cristina Guarda, impegnata a Bruxelles nel portare all’attenzione delle istituzioni europee le istanze delle comunità colpite dalla contaminazione.
Per AVS, infine, è indispensabile un intervento legislativo nazionale: una legge sui PFAS che introduca limiti più severi alle emissioni industriali, vieti progressivamente gli usi non essenziali di queste sostanze e punti all’azzeramento delle emissioni. “Le prove ci sono già – concludono i firmatari – quello che manca sono le decisioni”.