Cosa riaprirà e cosa no

Piemonte "zona arancione", da oggi riaprono negozi, centri estetici e mercati

Tutte le indicazioni dell'assessore al Commercio, Vittoria Poggio, sulle riaperture previste a partire da domenica 29 novembre 2020.

Piemonte "zona arancione", da oggi riaprono negozi, centri estetici e mercati
Politica Alessandria città, 28 Novembre 2020 ore 19:01

"Un primo passo importante per migliaia di attività, con cui abbiamo condiviso linee guida di prudenza". Commenta così il passaggio dalla "zona rossa" alla "zona arancione" del Piemonte, l'assessore al Commercio, Vittoria Poggio. Da oggi, domenica 29 novembre 2020, in Regione riapriranno tutti i negozi, i centri estetici, le toelettature e i mercati.

Piemonte "zona arancione", da domani riaprono negozi, centri estetici e mercati

A partire da oggi, domenica 29 novembre 2020, il Piemonte diventerà "zona arancione". L’uscita dalla zona rossa garantirà un allentamento graduale di alcune restrizioni previste dal Dpcm, ma per migliaia di piccole e medie imprese sarà una vera e propria boccata d’ossigeno, dopo il periodo di chiusura forzata per la seconda ondata della pandemia. L'assessore al commercio, Vittoria Poggio, commenta così la notizia:

"È un primo passo importante per migliaia di attività, duramente colpite da mesi di emergenza. Il commercio di vicinato è un valore da tutelare per la vita dei nostri centri urbani e la sicurezza delle nostre comunità".

Cosa riaprirà e cosa no da domani

Da oggi, domenica 29 novembre 2020, le attività commerciali riapriranno, senza però rinunciare alla prudenza: accanto alle linee guida nazionali, la Regione Piemonte ha infatti introdotto, in collaborazione con la task force di esperti ed epidemiologi e in accordo con le associazioni di categoria, le Prefetture e gli Enti locali, alcune regole di comportamento regionali, come la possibilità di fruire al massimo degli orari di apertura fino alle 22.

I centri commerciali e gli outlet, invece, che in base a quanto previsto dalla zona arancione rimarranno chiusi nel weekend, ad eccezione di generi alimentari, farmacie, parafarmacie, tabaccherie ed edicole presenti al loro interno, durante l’apertura settimanale, dalle 5 alle 22, dovranno misurare la temperatura all’ingresso e garantire il controllo costante sul numero massimo di persone presenti dentro gli spazi. In collaborazione con i Comuni e la Polizia Municipale verranno anche intensificati i presidi nei mercati per evitare il verificarsi di assembramenti o sovraffollamenti.

"In vista dell’imminente riapertura, in questi giorni abbiamo concordato con i Prefetti, i sindaci, gli operatori di tutte le categorie, mercatali, negozianti al dettaglio, estetisti, una serie di misure che vanno nella direzione della prudenza per prevenire nuovi contagi che ci farebbero tornare in dietro - ha proseguito l’assessore Poggio -. Invece vogliamo andare avanti per tornare alla normalità, senza vanificare i sacrifici fatti fino ad ora. Abbiamo voluto lasciare ai commercianti la massima libertà di esercizio. Questo consente a loro di organizzarsi con eventuali prenotazioni spalmate su più ore per evitare code o assembramenti".

Le linee guida per i cittadini e i negozianti

Le linee guida generali ricalcano sostanzialmente quelle già adottate fino ad ora: obbligo di indossare la mascherina, lavaggio frequente delle mani da parte degli operatori, il mantenimento delle distanze per evitare assembramenti, la rilevazione della temperatura.

Tutti i locali dovranno predisporre un’adeguata cartellonistica, ben visibile dall’esterno, indicante il numero massimo di persone possibili all’interno del locale: per quelli fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori. Per locali di dimensione superiori l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili. Sono consigliate prenotazioni tramite telefono, programmi digitali, quali App o siti web, per ridurre la gestione delle code.

Il passaggio da "zona rossa" a "zona arancione" consente, da domani, in Piemonte di spostarsi liberamente all’interno del proprio comune di residenza senza autocertificazione. Rimane invece vietato uscire dal proprio comune e dalla regione se non per motivi di lavoro, studio, urgenza, salute o altre necessità previste dalla legge.

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