Aumentano sempre di più i prezzi della benzina, ecco le motivazioni

Aumentano sempre di più i prezzi della benzina, ecco le motivazioni
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Lo scenario internazionale è sempre più complicato e difficile da decifrare, ma è chiaro come siano ormai tantissime le persone che si chiedono se il prezzo petrolio possa aumentare ancora di più. In effetti, per chi non lo sapesse, i prezzi dell’oro nero rimangono, almeno per il momento, ancora al di sotto rispetto alle soglie record che erano state raggiunte nel corso del 2008.

Un boom del prezzo del petrolio

I dati che riguardano il prezzo del petrolio hanno subito un rialzo importante qualche settimana fa, dopo che la Russia ha invaso militarmente la vicina Ucraina. Un equilibrio politico che si è rotto a livello internazionale e, di conseguenza, che ha aperto scenari impossibili da prevedere solo fino a qualche mese fa.

Un vero e proprio caos sistemico: è quello che ha ad oggetto i mercati energetici globali, anche se il petrolio, va detto, non ha ancora raggiunto il primato storico per quanto riguarda il prezzo. Correva il mese di luglio del 2008 nel momento in cui il greggio riuscì a toccare una pazzesca soglia, ovvero ben 147,50 dollari al barile sul listino Brent, mentre sull’indice Wti si è arrivati a 147,21 dollari al barile.

Perché nel 2008, nonostante la crisi, la benzina costava meno?

Dando uno sguardo ai prezzi medi al litro, quello della benzina pari a 1,38 euro e quello del gasolio pari a 1,34 euro nel 2008, arrivando a 1,47 dollari e 1,45 dollari nel terzo trimestre di quell’anno, il mese in cui era giunto il picco, stando ai valori che sono stati riportati dal Ministero della Transizione.

In effetti, l’interrogativo si è diffuso ben presto tra gli italiani, che non capiscono come mai in quell’occasione, in uno scenario altrettanto di crisi, i prezzi della benzina e del gasolio non sono cresciuti come stanno facendo invece adesso. Il primo aspetto da mettere in evidenza è che il peso del prezzo del greggio non finisce per condizionare in maniera eccessiva quello relativo al prodotto finito.

Infatti, i processi come ad esempio lavorazione, ma pure raffinazione, stoccaggio e distribuzione in relazione al prodotto finito conservano il loro costo, di solito, anche nel caso in cui si dovesse verificare un abbassamento del prezzo relativo alla materia prima. Quanto va a riflettersi sul prezzo della benzina? Per una percentuale all’incirca sul 20%, fino ad arrivare a dei picchi intorno al 25%.

Un primo motivo è legato al fatto che il potere d’acquisto, tra 2008 e 2022, è cambiato e non poco. La rivalutazione, stando ai dati che sono stati diffusi da parte dell’Istat, è stata pari al 22.45%. quindi, seguendo questo ragionamento, si adeguerebbe il prezzo della benzina a 1.69 e quello del gasolio a 1.64 euro al litro.

Cosa incide maggiormente sul prezzo finale, quindi? La complessa filiera di operazioni e di attività che sono legate al trasporto, prima di tutto, e poi alla distribuzione. L’inflazione su base annua è cresciuta notevolmente, di oltre 2 punti percentuali ed è attualmente in continuo aumento. Ecco spiegato il motivo per cui i carburanti non fanno altro che includere tutte quelle problematiche che hanno un rapporto molto stretto con l’instabilità che caratterizza la quota di costo che si riferisce alla produzione, alla raffinazione e allo stoccaggio.

Ebbene, solamente nel 2022, questo costo ha subito un aumento del 22.5%, considerando anche il fatto che ci fossero dei crediti di imposta per i produttori e per gli autostraportatori. Complessivamente, poi, il costo dei carburanti è in ascesa anche per via del fatto che il costo della vita è sempre più alto e la sua sostenibilità è proporzionatamente sempre più bassa. La preoccupazione che la Russia possa interrompere definitivamente con l’Occidente il passaggio di gas, ecco che porta a un notevole aumento del prezzo del petrolio.

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