Case green ed efficienza energetica: cosa significa oggi cercare (e abitare) una casa sostenibile

Case green ed efficienza energetica: cosa significa oggi cercare (e abitare) una casa sostenibile

Negli ultimi anni il tema dell’efficienza energetica è uscito dalle pagine specializzate ed è entrato nelle decisioni quotidiane di chi compra o ristruttura casa. Il rincaro dei costi dell’energia, l’attenzione crescente al comfort domestico e un quadro normativo europeo sempre più stringente hanno reso la “casa green” un criterio di scelta concreto, non più un dettaglio per pochi. Ma cosa significa davvero, oggi, costruire e vivere in modo sostenibile?

Che cosa si intende per casa green

Con l’espressione casa green si indica un’abitazione progettata per consumare poca energia e disperderne il meno possibile. Alla base ci sono alcuni elementi ricorrenti: un buon isolamento dell’involucro — pareti, tetto, infissi — impianti di riscaldamento e raffrescamento ad alta efficienza, come le pompe di calore, e spesso la produzione di energia da fonti rinnovabili, dal fotovoltaico al solare termico.

Il principio guida, ribadito anche dalla normativa europea, è quello dell’efficienza prima di tutto: conviene intervenire sull’isolamento dell’edificio prima ancora che sugli impianti, perché un sistema efficiente in una casa che disperde calore non lavora mai al massimo delle proprie possibilità.

La classe energetica, dal risparmio in bolletta al comfort

La prestazione di un’abitazione è sintetizzata dalla classe energetica riportata nell’Attestato di Prestazione Energetica (APE), che va dalle classi più efficienti — la A nelle sue varianti — fino alla G. Più alta è la classe, minore è l’energia necessaria per riscaldare, raffrescare e illuminare gli ambienti.

La conseguenza più immediata è il risparmio in bolletta: un edificio ben isolato richiede meno energia a parità di comfort. Ma il vantaggio non è solo economico. Una casa efficiente mantiene una temperatura più stabile, riduce spifferi e umidità e contribuisce a una migliore qualità dell’aria interna, aspetti che incidono direttamente sulla vita quotidiana.

La spinta delle normative europee

A dare ulteriore centralità al tema è la cosiddetta Direttiva Case Green (direttiva UE 2024/1275), approvata nel 2024 ed entrata in vigore a maggio dello stesso anno. L’obiettivo di fondo è arrivare a un parco immobiliare europeo a emissioni zero entro il 2050.

Per l’Italia, chiamata a recepire le nuove regole entro maggio 2026, la direttiva fissa una riduzione media dei consumi degli edifici residenziali del 16% entro il 2030 e del 20-22% entro il 2035, con priorità agli immobili meno performanti. Va chiarito un punto spesso frainteso: la versione definitiva non prevede divieti di vendita o affitto per le case in classe bassa, ma affida agli Stati obiettivi medi nazionali. Sul fronte impianti, dal 2025 non sono più incentivate le caldaie alimentate esclusivamente a combustibili fossili, in vista della loro graduale eliminazione entro il 2040.

Gli esempi sul territorio

Il passaggio dalla teoria alla pratica è già visibile in diverse realtà locali. Anche nel territorio alessandrino non mancano nuove costruzioni pensate fin dalla progettazione secondo criteri di efficienza energetica: ne è un esempio un complesso residenziale di nuova generazione realizzato a Tortona, concepito con soluzioni orientate al contenimento dei consumi e al comfort abitativo.

Si tratta di un approccio sempre più diffuso nelle nuove edificazioni, dove l’efficienza energetica viene considerata fin dalle fondamenta, anziché aggiunta in un secondo momento con interventi di ristrutturazione. Costruire da zero secondo questi standard permette infatti di integrare isolamento, impianti e fonti rinnovabili in modo coerente, ottenendo prestazioni difficili da raggiungere sul patrimonio edilizio più datato.

Leetto sul valore dellimmobile

Oltre al risparmio quotidiano, l’efficienza energetica incide sul valore dell’immobile nel tempo. Il mercato tende infatti a premiare le abitazioni nelle classi più alte e a penalizzare quelle energivore, la cui riqualificazione comporta costi destinati a pesare sulla trattativa di vendita.

Su questo terreno si muovono anche gli incentivi ancora attivi nel 2026: l’Ecobonus e il Bonus ristrutturazioni restano al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le altre, mentre il Superbonus non è stato rinnovato. Per orientarsi tra prestazioni energetiche, valore di mercato e prospettive di un immobile può essere utile confrontarsi con  chi segue da vicino la compravendita di questo tipo di abitazioni, in grado di fornire un quadro aggiornato sulle reali condizioni dell’edificio.

In un contesto in cui costi dell’energia e normative spingono nella stessa direzione, la sostenibilità di una casa non è più soltanto una questione ambientale: è diventata parte integrante di come si valuta, si sceglie e si vive un’abitazione.