Dietro molte malattie croniche si nasconde un legame profondo tra metabolismo, sistema cardiovascolare e funzione renale. Ne parliamo a Filo Diretto con Federico Nardi, Direttore della Struttura Complessa di Cardiologia e UTIC dell’Ospedale Santo Spirito di Casale Monferrato, Coordinatore della Rete Cardiovascolare della Regione Piemonte e Presidente Designato dell’ANMCO
Diabete, cuore e reni
Negli ultimi anni la ricerca ha messo in evidenza una stretta connessione tra diabete, cuore e reni. Questa interazione, definita sindrome cardionefro-metabolica, riguarda milioni di persone e rappresenta una delle principali sfide sanitarie.
Una percentuale significativa di pazienti diabetici sviluppa nel tempo problemi renali e cardiovascolari. Allo stesso modo, chi soffre di patologie cardiache può presentare alterazioni del metabolismo degli zuccheri. Si tratta di un circolo che tende ad autoalimentarsi, aumentando il rischio di complicanze gravi.
Per contrastarlo, è fondamentale una diagnosi tempestiva. L’emoglobina glicata consente di monitorare l’andamento della glicemia nel tempo, offrendo un quadro più affidabile rispetto al semplice valore momentaneo. In base ai risultati, i medici possono adattare le terapie e intervenire prima che compaiano danni irreversibili.
Le linee guida raccomandano controlli regolari e una collaborazione tra specialisti: cardiologi, nefrologi e diabetologi lavorano insieme per seguire il paziente in modo coordinato.
La prevenzione passa anche dalla consapevolezza. Conoscere la propria predisposizione, sottoporsi a esami periodici e seguire le indicazioni mediche permette di ridurre il rischio e migliorare la qualità della vita.
Cuore e reni, una relazione da non sottovalutare
La salute cardiovascolare non può essere separata da quella renale. Le due funzioni sono profondamente connesse e si influenzano a vicenda: quando il cuore fatica, i reni ne risentono, e viceversa. È un equilibrio delicato, che richiede attenzione costante.
Molti pazienti con insufficienza renale sviluppano nel tempo scompenso cardiaco, mentre chi soffre di problemi cardiaci può andare incontro a un progressivo deterioramento della funzione renale. Per questo motivo, oggi i medici adottano un approccio integrato, che considera la persona nel suo insieme.
Un ruolo chiave è svolto dalla diagnosi precoce. Tra gli strumenti più utili c’è il test UACR, che permette di individuare segnali iniziali di sofferenza renale attraverso un semplice esame delle urine. Intervenire in questa fase consente di rallentare l’evoluzione della malattia e di preservare più a lungo la funzionalità degli organi.
Accanto agli esami, restano fondamentali le buone abitudini: alimentazione equilibrata, attività fisica, controllo della pressione e attenzione ai fattori di rischio. Anche le terapie devono essere personalizzate, perché ogni paziente risponde in modo diverso.
La sfida della medicina moderna è proprio questa: non limitarsi a curare un singolo problema, ma costruire percorsi di salute su misura, capaci di migliorare la qualità della vita nel tempo.
Obesità e farmaci dimagranti
L’obesità non è solo un problema di peso, ma una vera e propria malattia che influisce su cuore, metabolismo e apparato circolatorio. In particolare, il grasso viscerale, accumulato intorno agli organi interni, aumenta il rischio di infiammazione cronica e disturbi cardiaci.
Rispetto all’adiposità periferica, quella centrale è più pericolosa e spesso associata a diabete, ipertensione e scompenso cardiaco. Per questo è importante non sottovalutare la distribuzione del grasso corporeo, oltre al numero sulla bilancia.
Negli ultimi tempi si è parlato molto dei farmaci per la perdita di peso. Si tratta di terapie nate per il trattamento del diabete e dell’obesità, che possono essere utili se prescritte correttamente. Tuttavia, non rappresentano una soluzione miracolosa e non devono essere usate per fini puramente estetici.
Il vero cambiamento parte dallo stile di vita: movimento quotidiano, alimentazione ispirata alla dieta mediterranea, riduzione degli eccessi e gestione dello stress. Senza queste basi, anche i farmaci perdono efficacia nel tempo.
Investire oggi in abitudini sane significa costruire una salute migliore per il futuro, riducendo il rischio di malattie croniche e migliorando il benessere complessivo.