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Endometriosi, la malattia invisibile che colpisce una donna su dieci

Dolore cronico e diagnosi tardive: Valentina Ghirotto e Oscar Pezua, Dirigenti Medici di Ostetricia e Ginecologia dell’AOU Alessandria, ci spiegano perché parlarne è fondamentale

Endometriosi, la malattia invisibile che colpisce una donna su dieci

È una patologia diffusa quanto il diabete, ma molto meno conosciuta. L’endometriosi colpisce milioni di donne, spesso nel silenzio e con anni di ritardo nella diagnosi.

La malattia invisibile

L’endometriosi è una malattia cronica e infiammatoria che interessa circa il 10-15% delle donne in età fertile. Nonostante i numeri importanti, resta ancora oggi poco riconosciuta, sia a livello sociale sia clinico. Alla base della patologia c’è la presenza anomala di tessuto endometriale al di fuori dell’utero. Queste cellule possono localizzarsi in diversi organi, come intestino e vescica, generando sintomi anche lontani dalla sfera ginecologica.

Il segnale più frequente è il dolore: non solo durante il ciclo mestruale, ma anche nei rapporti o in modo persistente nel tempo. Un dolore spesso invalidante, che incide sulla qualità della vita e sull’attività lavorativa.

Il problema principale resta la diagnosi tardiva. In media, possono passare fino a sette anni tra i primi sintomi e l’individuazione della malattia. Un ritardo dovuto anche alla tendenza a considerare “normale” il dolore mestruale. Proprio su questo punto gli specialisti insistono: il dolore non deve essere accettato come inevitabile. Riconoscere i segnali e rivolgersi tempestivamente a un ginecologo è il primo passo per affrontare la malattia.

Negli ultimi anni la consapevolezza sta crescendo, anche grazie a campagne di sensibilizzazione e giornate dedicate.

Terapie sempre più mirate, ma servono centri specializzati

La gestione dell’endometriosi richiede un approccio personalizzato, costruito sulle caratteristiche della paziente e sull’evoluzione della malattia. Le prime linee di trattamento sono di tipo medico, in particolare terapie ormonali che mirano a ridurre o bloccare l’attività delle lesioni. In molti casi, questi trattamenti riescono a controllare i sintomi e migliorare la qualità della vita.

Quando però le terapie non sono sufficienti, si può ricorrere alla chirurgia. Si tratta di interventi altamente complessi, finalizzati alla rimozione delle lesioni presenti anche in organi delicati come intestino o vie urinarie. La difficoltà principale consiste nel preservare le strutture vitali e le funzioni dell’organismo. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi a centri specializzati, dove operano equipe multidisciplinari con esperienza specifica.

Negli ultimi anni, la tecnologia ha fatto passi avanti significativi. Tecniche mini-invasive e chirurgia robotica permettono interventi più precisi e meno traumatici. Anche l’intelligenza artificiale contribuisce a migliorare la diagnosi e la pianificazione terapeutica.

Nonostante i progressi, l’endometriosi resta una patologia da gestire nel lungo periodo. In alcuni casi, il dolore può persistere anche dopo l’intervento, a causa di meccanismi neurologici complessi.

Endometriosi e fertilità

Uno dei timori più diffusi tra le donne con endometriosi riguarda la possibilità di avere figli. La patologia può effettivamente incidere sulla fertilità, ma non rappresenta una condanna all’infertilità.

L’infiammazione cronica e le alterazioni anatomiche degli organi riproduttivi possono rendere più difficile il concepimento. Tuttavia, molte donne riescono a portare avanti una gravidanza senza particolari complicazioni. Le strategie da adottare variano in base alla situazione individuale. In alcuni casi si può tentare una gravidanza naturale, in altri si ricorre a tecniche di procreazione assistita o a interventi chirurgici mirati.

Fondamentale è il fattore tempo: una diagnosi precoce consente di pianificare al meglio il percorso riproduttivo. Per questo è importante non sottovalutare i sintomi e rivolgersi a specialisti esperti. Un altro messaggio chiave riguarda la prevenzione: dolori mestruali intensi, dolore nei rapporti o sintomi persistenti non devono essere ignorati. Non sempre indicano endometriosi, ma meritano un approfondimento.

Oggi esistono ambulatori dedicati e tecnologie diagnostiche avanzate che permettono valutazioni più accurate e rapide. Per una visita basta un’impegnativa del medico. L’ambulatorio per le visite all’ospedale di Alessandria è aperto il giovedì pomeriggio. Si può prendere appuntamento andando sull’App di ZERO CODA, oppure andando in ginecologia.