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Trent’anni di cardiochirurgia: Alessandria racconta la sua eccellenza

Dalla nascita del reparto alla collaborazione con l’università: una storia di crescita e professionalità all'ospedale di Alessandria

Trent’anni di cardiochirurgia: Alessandria racconta la sua eccellenza

Da trent’anni la cardiochirurgia dell’Ospedale di Alessandria rappresenta un punto di riferimento per il territorio. Un percorso fatto di ricerca, formazione e dedizione al paziente raccontato a Filo Diretto dal dottor Andrea Audo, Direttore del dipartimento Cardio-toraco-vascolare della struttura alessandrina.

La cardiochirurgia di Alessandria

La cardiochirurgia di Alessandria compie trent’anni e celebra un cammino costruito giorno dopo giorno, grazie al lavoro di medici, infermieri e ricercatori. Un reparto nato con l’obiettivo di portare sul territorio competenze specialistiche di alto livello, oggi riconosciute anche a livello regionale.

Il legame con l’università ha avuto un ruolo fondamentale in questo percorso. La presenza della facoltà di Medicina ha permesso di formare nuove generazioni di professionisti, favorendo un dialogo continuo tra studio teorico e pratica clinica. I giovani medici entrano così in reparto con una preparazione solida e con la possibilità di crescere direttamente sul campo.

Nel corso degli anni, il reparto ha affrontato migliaia di interventi, spesso complessi, accompagnando i pazienti lungo tutto il percorso di cura. Dietro ogni operazione ci sono storie personali, sfide cliniche e risultati che hanno contribuito a rafforzare la fiducia della comunità nei confronti dell’ospedale.

La ricorrenza dei trent’anni non è solo una celebrazione del passato, ma anche uno sguardo al futuro. Le nuove tecnologie, la ricerca e il continuo aggiornamento professionale restano elementi centrali per mantenere alto il livello dell’assistenza.

In un contesto sanitario sempre più complesso, la cardiochirurgia di Alessandria continua a rappresentare un esempio di come competenza, organizzazione e passione possano tradursi in un servizio concreto per i cittadini.

Cuore, tecnologia e lavoro di squadra

Negli ultimi trent’anni, la cardiochirurgia ha vissuto una trasformazione profonda. Se in passato gli interventi erano quasi sempre molto invasivi, oggi molte operazioni possono essere affrontate con tecniche più delicate e mirate, che riducono i tempi di recupero e il disagio per il paziente.

L’introduzione di nuove macchine per la circolazione extracorporea, la chirurgia a cuore battente e le procedure percutanee ha ampliato le possibilità di trattamento. In molti casi, il risultato non si misura più solo dalla dimensione dell’incisione, ma soprattutto dall’impatto complessivo sull’organismo.

Un altro elemento chiave è il lavoro di squadra. Attorno al paziente ruota un gruppo composto da cardiochirurghi, cardiologi, anestesisti, neurologi, nefrologi e altri specialisti. Questo approccio multidisciplinare consente di valutare ogni caso in modo completo e di scegliere la strategia più adatta.

I pazienti di oggi sono spesso più anziani e presentano diverse patologie concomitanti. Grazie alle nuove tecnologie, anche situazioni un tempo considerate troppo rischiose possono essere affrontate con buone prospettive di successo.

La cardiochirurgia non è più solo un insieme di tecniche operatorie, ma un sistema integrato di competenze, strumenti e relazioni professionali. Un modello che mette al centro la sicurezza e la qualità della vita del paziente.

“Cuore non stop”

Si chiama “Cuore non stop” l’iniziativa organizzata per festeggiare i trent’anni della cardiochirurgia di Alessandria. L’appuntamento del 13 marzo unirà spettacolo, informazione e solidarietà, con l’obiettivo di sostenere la ricerca e diffondere la cultura della prevenzione.

La serata al Teatro Alessandrino vedrà la partecipazione di artisti e ospiti noti, ma l’evento non si limiterà al palco. Durante la giornata, in Piazza della Libertà, medici e volontari mostreranno ai cittadini come intervenire in caso di arresto cardiaco e come utilizzare i dispositivi salvavita.

Queste attività hanno un valore fondamentale. Il primo intervento, nei minuti immediatamente successivi a un malore, può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo motivo, formare e informare la popolazione è parte integrante del progetto.

I fondi raccolti serviranno a sostenere lo sviluppo di tecnologie avanzate per la rianimazione e il supporto cardiaco, strumenti spesso molto costosi ma decisivi nei casi più gravi.

“Cuore non stop” rappresenta così un ponte tra ospedale e comunità: un’occasione per celebrare i risultati raggiunti, guardare al futuro e rafforzare il legame tra cittadini e sistema sanitario locale.