Il 27 gennaio si è chiuso il corso di formazione di abilitazione all’emergenza territoriale 118 per 11 medici che nei prossimi mesi potranno entrare in servizio nelle quattro centrali operative piemontese.
Undici nuovi medici del 118
Il corso è stato attivato dalla Regione Piemonte, nell’ambito delle attività formative di competenza dell’Assessorato alla Sanità, ed è organizzato da Azienda Zero, ente che gestisce il sistema di emergenza in Piemonte. Il percorso formativo ha avuto una durata di un semestre, durante il quale i medici hanno acquisito le competenze necessarie per operare sia all’interno delle centrali operative sia a bordo dei mezzi di soccorso.
La formazione è stata curata da professionisti che operano già nel sistema 118 e da specialisti ospedalieri, con il coordinamento dei medici Alberto Adduci e Cristina Paglieri e la direzione di Roberto Gioachin, Direttore della Centrale Operativa del 118 di Torino.
«Il corso di abilitazione – ha spiegato proprio Roberto Gioachin – consente ai medici di acquisire una preparazione completa e fortemente operativa, costruita sull’esperienza diretta di chi lavora quotidianamente nel 118. L’obiettivo è formare professionisti in grado di operare con competenza e consapevolezza in un contesto complesso e ad alta responsabilità».
L’età media dei partecipanti al corso è compresa tra i 30 e i 40 anni e i futuri medici dell’emergenza territoriale provengono dalla medicina generale, da precedenti incarichi nei servizi di continuità assistenziale o da esperienze temporanee nei servizi di emergenza sanitaria territoriale 118. Con l’abilitazione ottenuta potranno accedere al bando regionale “ore carenti”, attraverso il quale saranno assegnati nuovi medici alle diverse centrali operative sul territorio del Piemonte.
«La conclusione di questo percorso formativo rappresenta un investimento concreto sul futuro dell’emergenza-urgenza in Piemonte. – aggiunge l’assessore alla Sanità, Federico Riboldi – Formare nuovi medici del 118 significa rafforzare un sistema strategico per la tutela della salute dei cittadini, garantendo competenze elevate, omogeneità operativa e capacità di risposta su tutto il territorio. Continueremo a puntare sulla formazione e sulla valorizzazione dei professionisti come pilastri della sanità pubblica regionale».