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Scuola, il ministro Bianchi: "Il controllo del Green pass spetta ai presidi"

Sul personale No vax la linea è chiara: "Chi ha il Green pass va a scuola, chi non ce l'ha sta a casa".

Scuola, il ministro Bianchi: "Il controllo del Green pass spetta ai presidi"
Scuola Alessandria città, 26 Agosto 2021 ore 15:45

Il Green pass a scuola lo controlleranno i presidi. La conferma è arrivata questa mattina, giovedì 26 agosto 2021, direttamente dal ministro della Scuola Patrizio Bianchi, intervistato da Morning News su Canale 5.

Green pass a scuola, i controlli spettano ai presidi

"Siamo pronti" per tornare a scuola. Stiamo lavorando con decine di migliaia di persone per arrivare a questo". Il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi a pochi giorni dalla ripresa delle attività scolastiche ha messo i puntini sulle "i" su vari temi legati a vaccini e scuola. Lo ha fatto intervistato su Canale 5.

Uno dei temi più dibattuti è il controllo del Green pass. Il ministro è stato chiaro: toccherà ai presidi.

"Stiamo facendo un grande lavoro con loro e con l'Autorità della Privacy per avere uno strumento semplice e facile che permetta loro di verificare tutte le mattine chi ha il disco verde o il disco rosso. Sarà attivo da quando i ragazzi saranno a scuola. I presidi sono d'accordo, solo una sigla sindacale si è messa di traverso".

Gli studenti

Bianchi ha poi ribadito come la "carta verde" sia una questione del personale e degli studenti universitari, non di quelli più piccoli.

La scuola opera su classi di persone che si conoscono e c'è la possibilità di verifiche quotidiane della situazione. Nell'Università la situazione è diversa: i ragazzi sono tutti maggiorenni, si muovono molto

Per quanto riguarda i docenti e il personale, la linea è chiara.

"Chi ha il vaccino va a scuola, chi non ce l'ha sta a casa. Ricordiamoci che il tampone non sostituisce il vaccino".

Le "classi pollaio"

Il ministro ha toccato anche il tema delle cosiddette "classi pollaio", tornato di grande attualità soprattutto con la situazione figlia dell'emergenza pandemica.

"Abbiamo una conoscenza millimetrica del problema e ci stiamo lavorando con interventi mirati. Le norme consentono classi con un range di studenti minimo e massimo compreso tra 15 e 27 e in tutta Italia quelle che eccedono sono il 2,9% e si trovano soprattutto negli istituti tecnici delle grandi città. Non dimentichiamoci poi che quasi il 15% delle classi primarie, le elementari, hanno meno di 15 studenti, c'è un forte problema di tenuta demografica. Ad ogni modo, se ci saranno questioni da affrontare lo faremo con il Pnrr ( Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ndr)".

Positivi e quarantena

Come saranno poi le norme se ci sarà un positivo? Come ci si dovrà comportare?

"La procedura è chiara. Quando si verifica un caso positivo, il ragazzo e chi è intorno a lui viene messo in quarantena, dopodiché si verifica l'ampiezza del cluster.  Abbiamo però introdotto una cosa chiara: mentre un tempo quando c'era un focolaio il presidente di una Regione o un sindaco poteva mettere in quarantena tutta la regione o tutto un Comune, questo non avviene più. Laddove dovesse avvenire si isola la situazione di rischio che viene subito monitorata. L'idea che tutta una regione vada in quarantena non c'è più".