Spinetta Marengo

La Solvay vince la causa legale contro Edison, ex proprietaria del polo chimico

Il Tribunale Arbitrale ha ritenuto Edison responsabile per la violazione delle dichiarazioni e garanzie contrattuali in materia ambientale in relazione alla vendita a Solvay dei due siti.

La Solvay vince la causa legale contro Edison, ex proprietaria del polo chimico
Attualità Alessandria città, 16 Luglio 2021 ore 11:41

L'azienda Solvay ha vinto la causa legale in materia ambientale contro la Edison, ex proprietaria del polo chimico di Spinetta Marengo. Quest'ultima è stata ritenuta responsabile per la violazione delle dichiarazioni e garanzie contrattuali in materia ambientale in relazione alla vendita a Solvay dei due siti, avvenuta nel 2001.

Solvay vince la causa legale contro Edison

Il Tribunale Arbitrale, istituito secondo il Regolamento della Camera di Commercio Internazionale, ha ritenuto Edison, precedente proprietario dei siti industriali di Spinetta Marengo e Bussi sul Tirino, responsabile per la violazione delle dichiarazioni e garanzie contrattuali in materia ambientale in relazione alla vendita a Solvay dei due siti, avvenuta nel 2001.

Il lodo arbitrale, dello 22 giugno 2021 scorso, ha condannato Edison a risarcire Solvay per le perdite e i danni subiti fino a tutto il 2016, riservando ad una ulteriore fase del giudizio arbitrale la quantificazione delle perdite e dei danni ulteriori dal 2017 in poi, nonché degli interessi applicabili ai danni già quantificati e delle spese legali.

Questo lodo giunge al termine di una procedura arbitrale internazionale durata 9 anni. In tale procedura, Solvay ha sostenuto che Edison avesse violato le dichiarazioni e garanzie contrattuali in materia ambientale contenute nel contratto di compravendita (Share Purchase Agreement) del dicembre 2001. Questo contratto ha portato nel 2002 all’acquisizione da parte di Solvay della società italiana Ausimont Spa, a quel tempo proprietà di Montedison (oggi Edison), e con essa dei due siti industriali di Spinetta Marengo e Bussi sul Tirino.

"L'esito del giudizio arbitrale è molto importante per Solvay in quanto riconosce le falsificazioni intenzionali delle informazioni che abbiamo ricevuto durante la procedura di acquisizione di Ausimont - afferma Marco Colatarci, Country Manager in Italia -. Ciò non ha impedito a Solvay di realizzare le necessarie e importanti azioni di bonifica in tutti questi anni, a ulteriore dimostrazione del nostro impegno a fare ciò che è giusto in termini di rispetto ambientale e a far valere i nostri diritti quando riteniamo che altri siano in difetto”.

“In Solvay, ci impegniamo costantemente per spingerci ben oltre quanto prescrivono le leggi in materia di salute, sicurezza e ambiente - ha spiegato Augusto Di Donfrancesco, Chief Transformation and Operations Officer e membro dell’Executive Leadership Team di Solvay -. Negli ultimi anni, abbiamo investito molto nell'ottimizzazione e nella modernizzazione dei nostri impianti per soddisfare gli standard che noi stessi ci siamo imposti. Le nostre priorità di sostenibilità sono guidate da Solvay One Planet, la nostra roadmap per la sostenibilità con obiettivi ambiziosi per promuovere il progresso in materia di clima, risorse e qualità della vita".

Chi è Solvay

Solvay è una Società basata sulla scienza le cui tecnologie apportano benefici in molteplici aspetti della vita quotidiana. Con oltre 23.000 dipendenti in 64 Paesi, Solvay crea legami fra persone, idee ed elementi per reinventare il progresso. Il Gruppo Solvay si prefigge la creazione di valore sostenibile condiviso per tutti, in particolare grazie al suo programma Solvay One Planet basato su tre pilastri: proteggere il clima, preservare le risorse e promuovere una vita migliore. Le innovative soluzioni del Gruppo Solvay contribuiscono alla realizzazione di prodotti più sicuri, puliti e sostenibili per abitazioni, beni di consumo e alimentari, aerei, autovetture, batterie, dispositivi intelligenti, applicazioni sanitarie, sistemi di depurazione di acqua e aria.

Fondata nel 1863, Solvay oggi si colloca fra le prime tre aziende mondiali per la maggior parte delle sue attività e nel 2020 il suo fatturato netto è stato di 9 miliardi di euro. Solvay è quotata su Euronext Bruxelles (SOLB), Parigi e negli Stati Uniti, dove le sue azioni (SOLVY) sono negoziate tramite un programma ADR di livello 1.

Comitato Stop Solvay: "Sempre e comunque sulla nostra pelle"

A seguito della notizia della vittoria di Solvay su Edison nella causa ambientale in materia legale, si è espresso sul il suo canale Facebook il "Comitato Stop Solvay", tramite il suo portavoce Viola Cereda:

"Il Comitato Stop Solvay, i cittadini di Spinetta e quelli dei paesi i cui pozzi sono stati interessati dalla presenza del C6O4, invece, sanno bene cosa significhi essere presi in giro. È quello che da troppo tempo, ormai, fanno la multinazionale belga e le istituzioni. Marco Colatarci, Country Manager in Italia di Solvay, nel comunicato diffuso per rendere pubblica la notizia della vittoria del giudizio arbitrarle, parla addirittura di 'importanti azioni di bonifica realizzate in tutti questi anni'. Ma chi le ha mai viste le azioni di bonifica? 'Semmai hanno tentato di mettere in sicurezza lo stabilimento con la barriera idraulica. Operazione che, oltre ad essere del tutto inutile, conferma quanto già emerso dal procedimento conclusosi nel 2002 con la condanna dell’azienda. Il Gruppo sapeva dell’inquinamento pregresso e sapeva che lo stabilimento era un colabrodo verso la falda e le acque superficiali. La multinazionale avrebbe dovuto sospendere del tutto la produzione, fare le perizie tecniche del caso e decidere di spendere milioni per sistemare tutte le parti dell'impianto che non erano sicure (i 50km di tubature sotto lo stabilimento che perdono verso la falda, per dirne una) ma sappiamo bene che nulla di tutto ciò è stato fatto".

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