Pettazzi (Lega): "Volevamo rilanciare il territorio col turismo e non con le scorie radioattive"
Il sindaco di Fubine Monferrato, Comune coinvolto in una delle aree individuate per la possibile costruzione di un deposito di rifiuti radioattivi, interviene a commento della notizia diramata nella notte.

La notizia relativa alla questione depositi di rifiuti radioattivi in diverse aree della provincia di Alessandria ha avuto un seguito di critiche da parte degli abitanti del territorio Alessandrino. Tra quest'ultime, l'on. Lino Pettazzi (Lega), sindaco di Fubine Monferrato, ha voluto commentare così la decisione governativa: "Questa 'lotteria' è un ennesimo segno di incapacità e, soprattutto, di mancanza di condivisione da parte del Governo: è un gioco al quale diciamo chiaramente di non voler giocare".
Pettazzi (Lega): "Volevamo rilanciare il territorio col turismo e non con le scorie radioattive"
Non sono mancate le polemiche dopo che, nella notte, è stata svelata la Cnapi (Carta delle aree potenzialmente idonee) ossia la mappa delle aree che potranno ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani. Nel Piemonte sono state individuate ben 8 zone tra le province di Torino e Alessandria, 6 delle quali, appunto, nell’Alessandrino. Queste sono state le parole dell'onorevole Lino Pettazzi (Lega), sindaco di Fubine Monferrato, Comune localizzato proprio in una delle zone designate alla possibilità di costruire un deposito per rifiuti radioattivi, a seguito della notizia:
"Questa 'lotteria' è un ennesimo segno di incapacità e, soprattutto, di mancanza di condivisione da parte del Governo: è un gioco al quale diciamo chiaramente di non voler giocare. In piena notte, nel bel mezzo di una crisi e di un’emergenza pandemica, il Governo diffonde una decisione (già presa) di tale portata senza la benché minima condivisione con le istituzioni locali. È una situazione che, se non fosse decisamente grave, sarebbe ridicola tanto è paradossale. Per anni, il nostro territorio, pregevole sito Unesco, ha investito risorse via via sempre più imponenti per sviluppare e consolidare una vocazione turistica. Ora, anche se si tratta solamente di un’ipotesi, la decisione di considerare un pezzo di Monferrato come idoneo a ospitare i rifiuti radioattivi italiani smonta completamente quel progetto di investimento turistico. Ma non solo: la gravità di questa eventualità balza ancor più agli occhi se si pensa che, in tema ambientale, il Monferrato ha già pagato e continua a pagare un prezzo altissimo a causa del dramma dell’amianto. A questo territorio interessa chiudere quel capitolo con il completamento delle bonifiche e, ora, risollevarsi dall’emergenza in atto per essere protagonista di una rinascita e di un rilancio dei flussi turistici: una decisione in altro senso non farebbe altro che portare 'flussi di scorie' dei quali, in questo momento di crisi, facciamo a meno. Ma, qualora fosse necessario, garantiamo di far conoscere la nostra contrarietà anche con le barricate".
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